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January 31 Tao-TemperaturaSalotto veronese, stufa semispenta (ravvivarla è inutile, la legna è umidiccia dopo queste noiose giornate di pioggia) e il gatto grigio sui piedi che coccola le mie scarpe. Evidentemente ha un debole per i loro lacci.
Ho un dannato freddo, mani e piedi congelati dal malfunzionamento della stufa e dal malfunzionamento del mio sistema circolatorio. Mi servirebbe un cerino all'interno del corpo, una sorta di fiammifero da strusciare e zuf! calore che s'irradia per vene arterie falangi falangine falangette.Tutto questo freddo, i brividi perpetui che mi scivolano sulla schiena se mi muovo da una stanza all'altra, danno una strana percezione di quello che si ha attorno, soprattutto delle persone che s'incontrano. Stringere la mano di qualcuno diventa uno dei migliori metodi conoscitivi. Se è calda e morbida il suo proprietario ha già vinto in partenza, con quella capacità a me sconosciuta di toccarti e lasciare una perfetta sensazione di sicurezza, di abbraccio.
Sfiorare uno sconosciuto e avere qualcosa che si muove nello stomaco.
Tocchi me, invece, e provi l'inebriante blocco vitale che sentì LeonardoDiCaprio sul Titanic.
Ma qualcuno, comunque, mi prende per mano. Sono il caldo e il freddo che, forse, devono necessariamente incontrarsi e miscelarsi. Sono il caldo e il freddo che combiaciano diventando tutt'uno.
E non è male.
January 24 Mah, poesia.* il mio non è solo amore,
perchè io ti amo, sì, con gli occhi le mani le labbra.
Il mio è un linguaggio nuovo che intreccia le fibre
del mio cuore
con le tue *
![]() _ E poichè toccare le stelle
mi era impossibile,
toccai i suoi occhi, scrutai le venature blu del suo corpo.
Seppi che il cielo stellato era lì,
sotto il mio respiro. _ January 22 WALL STREET CRASH!
19 dicembre 1929
Consumerò la voce di Nat Shilkret credo. Tutto ciò che mi è rimasto da quando ci hanno pignorato la villa, l’auto e il resto. Mami me lo ripete da ormai tre settimane di smetterla con questa “musica negra”, così la chiama. “Alexis, togli immediatamente quella sfacciata canzonetta negra”, così dice. Vorrei spiegarle che canta un figlio d’immigrati australiani, ma non cambierebbe nulla. Ha da ridire sugli italiani, sui negri che suonano al Cotton, sul mio modo di portare i vestiti senza pizzi. Non accenna a papà, mai. L’unico motivo per cui, da poco più di un mese, Mami lustra i calzini a quelli del quartiere. E la ragione per cui ho venduto le mie perle in cambio di quattro girocolli fasulli. Me lo ricordo, papà intendo, che entra nervoso e sudaticcio in casa, quando ancora potevamo metterci piede a Gramercy Park, scosso da ore passate in mezzo a cifre e conti. “Mi ha cercato Ricy?” – “Puzzi d’alcol” – “Sì, mi sono bevuto l’ultimo nichelino…Whisky” sorrideva schioccando le labbra. Da giovedì i giornali urlavano che era crollata, che l’America era finita, avevo capito, ecco. Non sto dicendo che sapevo che mi avrebbe abbracciato, quel martedì, regalandomi il suo disco di Shilkret, sia chiaro. Non sapevo si sarebbe impiccato nel bagno subito prima della cena (tacchino ripieno, come al Ringraziamento. Forse Mami voleva trovare una scusa per affaccendare la cuoca), appena persi tutti i nostri risparmi e titoli in Borsa. Che morte ingloriosa, a pensarci, per un uomo che aveva passato metà della sua vita ad accatastare denaro e regalare sigari ai suoi amici. Amici come quel Richard “Ricy” Withney che aveva promesso di fare tutto il possibile e poi, dopo una misera condoglianza funebre, aveva bofonchiato che “l’unico a cui dovrebbe chiedere aiuto è il Signore Altissimo, Miss Simmons”. Mami col Signore non ci parla più ormai, ritiene inutile scomodare Lui per un guaio di papà. Leggevo che una cosa simile era accaduta nel 1907, il tasso delle proroghe era salito al 125% per carenza di liquidità. Non so cosa voglia dire, esattamente, ma se ci sono stati altri “disperati vigliacchi”, come li definisce Mami, forse è grave, forse l’economia è una cosa seria. Comincio a credere che il papà non abbia sbagliato a chiudere con questa vita in cui conti qualcosa se hai qualcosa, e difatti lui (e di conseguenza noi) non era più nessuno. Un ometto triste e imbottito di Jack Daniel’s che mormorava “non perderemo nulla, tranquilli”. Come molti prima di lui si era riempito il cervello di balle, vagava confuso bevendo frottole e alcolici. Ho anche scoperto che la signora Anderson non trova lavoro, “Ma devo sfamare i miei figli” – “Anch’io miss e qui non c’è niente da fare. Lo vada a raccontare a quei tizi, là, che giocano con il nostro denaro e speculano sulle nostre spalle”. Non è l’unica, neppure Mami riesce a racimolare granché. Assicurano che le cose stanno cambiando, aria di Presidente capace e risollevamento del capitalismo. Spero sia vero e, soprattutto, che non accada più. Non vorrei che una ragazzina americana si ritrovasse senza futuro come me, tra ottant’anni.
Tra ottant’anni andrà tutto bene, e suoneranno ancora al Cotton.
January 21 Disco Stu!Scartavetrandomi i cosidetti davanti a duecento pagine sul tema "La Schiavitù nelle colonie americane" (proprio mentre mtv replicava il discorso d'insediamento di Obama), ho gettato l'occhietto vispo e attento alle distrazioni più misere sul giradischi di mio nonno. Casa sua è anche interessante, a volte. Ho dunque trovato, tra puzza di polvere e fitte raccolte scarabocchiate in copertina dei Bee Gees, Mina. Oh. Sono come tu mi vuoi e ti amo come non ho amato mai.Divina. La sua voce si è impossessata non solo delle casse ma anche del salotto, della coperta in pile che copriva la poltrona sfondata, di me, del tappeto, delle finestre, dei vicini rumorosi...E io ondeggiavo cantando (Cler versione karaoke da non perdere) sul persiano ingiallito che i miei nonni, chissà, avevano comprato una sera d'agosto alle bancarelle, forse. La voglia di melodie sixties mi prese, dicevo, e...Quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti, a a aaaaa chiiiiiiiiiiii sorriderò se non a teeeeeeee, se telefonando io potessi dirti addio ti chiamereiiiiiiiiiiiiiiiiii. Uh. Fantastici. E c'è chi guarda X-Factor. ps. forse non ero sola, forse c'era un folletto che danzava con me, mormorando qualche parolina tra una nota e l'altra e muovendosi piano piano come se fossimo due sconosciuti amanti. E la musica penetrava la nostra pelle. January 19 Voglie Prevertiane in tua MemoriaE i bicchieri eran vuoti
la bottiglia spaccata
il letto spalancato
e la porta sbarrata
E tutte le stelle di vetro
della felicità e della bellezza
scintillavano nella polvere
della stanza mal ripulita
Ero ubriaco morto
e gioioso falò
e tu ubriaca viva
nuda fra le mie braccia.
fiesta.
![]() January 17 Aulin SottogambaEcco. Qualcosa di simile sarebbe prima o poi arrivato, lo sapevo.
Qualcosa di doloroso, infimo, bastardo e, diciamocelo, inutile come la millesima edizione del Grande Fratello (ma a quanto siamo, di grazia?) e "la musica vera è su RaiiiiiiiiiiiiDueeeeeeeeeee" che sforna Giusy Ferreri. Musica verissima, ah sì! <--- si legga come: Giusy Ferreri ha sventrato i cosidetti a Cler che si è iscritta a tutti i gruppi facebookiani che inneggiano alla sua morte per decapitazione.
Insomma, giunse anche a me il malanno di stagione, infarcito da mal di denti e contornato da depressioni pre-esame universitario che proprio non voglio fare. Ma farò.
Avrei anche interessanti aneddoti da raccontare per ridarmi una scossa in questa giornata mogia triste acciaccata tipo che ho nascosto per la prima volta nella mia vita una persona in bagno simulando di essere sola. "Ma lasci l'acqua aperta?" "Eh...Preparo un bagno!" "Ah. Ma non vai a farlo?" "Dopo magari, quando...quando...quando ti saluto!", ecco, una cosa così, molto Woody Allen. L'alternativa era scappare dalla finestra ma non mi sembrava il caso...
Ho preso il fido Aulin, oggi a pranzo, dunque sono tramortita dal suo effetto cancella dolori che mi ha anche impedito di sentire che possiedo ancora una mascella. Che cavolo ci mettono dentro?Ah no, non importa, non voglio saperlo. E' come quando vai al Mc Donald's. Mangi a tradimento tutto quello che trovi, aggiungi salsine su salsine e getti via l'indicazione "ingredienti e calorie dei nostri panini" perchè altrimenti sentiresti lo stomaco ribaltarsi e la pelle diventare blu.
Ogni tanto mentirsi non è male. Illudiamoci qualche volta, no?
Crediamo davvero a Babbo Natale, quando ci portano un pacchettino rosso luccicante alla Vigilia, crediamoci, alla realtà.
A giorni alterni. January 12 Belìn...E Genova aveva una strada, sul porto, su cui s'intonava De Andrè e suo figlio suonava e cantava per noi, per se stesso, per lui. Chissà.
E il vento e il sole, ci sono solo mani nei miei pensieri.
Io ti vivo, camminando sulla Crêuza de mä...
January 09 InvernoSale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti un campanile che non sembra vero segna il confine fra la terra e il cielo. Ma tu che vai, ma tu rimani vedrai la neve se ne andrà domani rifioriranno le gioie passate col vento caldo di un'altra estate. Anche la luce sembra morire nell'ombra incerta di un divenire dove anche l'alba diventa sera e i volti sembrano teschi di cera. Ma tu che vai, ma tu rimani anche la neve morirà domani l'amore ancora ci passerà vicino nella stagione del biancospino. La terra stanca sotto la neve dorme il silenzio di un sonno greve l'inverno raccoglie la sua fatica di mille secoli, da un'alba antica. Ma tu che stai, perché rimani? Un altro inverno tornerà domani cadrà altra neve a consolare i campi cadrà altra neve sui camposanti.
...Parto per Genova, sarà tutto come dieci anni fa? January 08 Tratto grafico sulla lavatriceNon ricordo l'ultima volta. Forse perchè non pensavo sarebbe stata l'ultima.
Ci eravamo baciati, a lungo, luce bluastra filtrava dalle persiane semichiuse e tutto andava bene, era bello. Però è stata anche un'ultima volta.
Strano come le persone vivano di attimi e su quelli si basino per compiere delle scelte. Un secondo prima sei sul divano, cambi canale velocemente e io ti lancio uno, due sguardi mentre aspetto che l'acqua cominci a bollire. Prendo delle pause e ti fisso. La curva del tuo naso, il collo, le ciglia così lunghe e chiare.
Fine.
Ti alzi, getto una parola, rispondi, alziamo la voce.
Fine.
Non ricordo l'ultima volta. Credo di ricordare uno schiaffo, ma forse era il campanello di casa, la pizza arrivata e tu che non trovi il portafoglio. O no.
Potrebbe darsi che io sia corsa via, porte sbattute, stereo al massimo per mettere a tacere i rumori dentro la testa.
Il tempo è veloce in questi casi. E doppiamente bastardo perchè i dettagli sfuggono, le parole pronunciate diventano i contorni imprecisi delle azioni compiute.
Dovrei imparare qualcosa da tutto questo? Sì, insomma, c'è una morale no?
E' dicembre, sono sola in una lavanderia a gettoni ad aspettare le mie lenzuola, keepin' feeling better canta la radio disturbata da qualche risatina isterica di una ragazzina di fronte a me. Si mangiucchia le unghie, o quel poco che ne resta. Il quarantenne al suo fianco non mi sembra suo padre, le mette le mani sul ginocchio troppo spesso, si guarda intorno come se da un momento all'altro dovesse arrivare qualcuno di sgradevolmente conosciuto. Sono amanti. Forse scapperanno con le loro federe pulite appena la lavatrice farà pling, fuggiranno da questa società che non vede di buon occhio il loro amore.
Certo, come no.
E' sesso. Palesemente sesso. E lui ha una moglie da qualche parte.
Nessuna conclusione dunque. Le cose accadono e basta, punto. Tu cambi casa quando torno dopo una sigaretta (troppo lunga, ho temporeggiato volutamente). Non ti trovo più.
Non ricordo l'ultima volta che mi hai abbracciato, sentito, voluto. E adesso che ci penso, lentamente, tra gli scossoni delle lavatrici arrugginite, non ricordo il tuo viso.
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