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October 26 Ferma ferma ferma attimo di luce
Oggi era un giorno in cui non senti la città.
Oggi era un giorno in cui l'arancione sulla strada, nel suo indefinito silenzio, si muove tra le ombre che getta, raggi, sbilenche immagini alle mie spalle.
Il rumore di un luogo, il mio schiacciare le foglie -crac crac crac - con le converse.
Alberi, neanche un filo d'aria. Non serve una città, oggi questo buco in cui abito diventa tutto quello che voglio.
Nel suo colore ambrato.
Nel suo autunno. October 25 Lega Nord = styleAnnozero, puntata del 23 ottobre.
Ma quelli di Lega Nord vanno sempre in giro con fazzoletto e cravattino padani?
E hanno le scarpe in tinta?
Veltroni non è così fico. Forse è per quello che ha perso le elezioni.
Sotto i pantaloni ha i calzini spaiati. E Bossi lo sa.
(ps. momento imbarazzante: Santoro mostra come nella Prima repubblica ci fosse il 91% di laureati e oggi solo il 64%. Dai, c'era Lega Nord presente...)
October 23 Perchè io valgoTreno di ritorno da Verona. Accanto a me due ragazzi, all'apparenza intelligenti, di fatto...beh, mi ero sbagliata. Non dovrei mettere il naso nei discorsi altrui ma non sembravano avere particolare premura della loro privacy e poi, checavolo, ho le orecchie. Il dialogo si riassume in queste poche battute (censure non avvenute): -Ma ha la morosa allora? -Sì abita a N. avrà speso cinquantamila euro di benzina, deve farsi 90 km. -Chepalle. Ma spendi meno con una mignotta. [ghigno soddisfatto che forse vuol dire: ah, quel povero scemo] L'altro, serio: -Beh davvero. E rompe anche meno. Che poi, voglio dire, la funzione è la stessa. Supposizioni: nessuno dei due ha una ragazza. Se così non fosse quelle due poverine hanno tutta la mia solidarietà. Ahimè. Dov'è Clark Gable? Tempo apaticoLa casa è vuota. Proviene, da un angolo imprecisato della cucina, il rumore costante di una goccia, due gocce, tre gocce sul metallo. Lo specchio è appannato, completamente. Lascio l'impronta dei polpastrelli premendo sulla superficie riflettente. Un cerchio, una linea curva...Il pendolo va a tempo con quel ritmo gocciolante. O viceversa. Tic tic tac. Tic tic tac. Scorre il tempo, passa la goccia. Tic tic tac. Fisso intorpidita quei segni bagnati, avvolta nell'aria umidiccia e calda post-doccia. E' entrata una farfalla, grossa, arancio e nera, sbatte le ali affannata. Mi domando come ha fatto a trovarsi qui dentro visto che le finestre sono chiuse da tre giorni. Non mi smuovo di un centimetro, la osservo. Appoggiata sul vetro riflette se stessa, due farfalle nel mio bagno. Le linee che ho disegnato sono ormai nascoste, ancora, dal vapore. Quanto è passato? Un minuto, un'ora, un anno... Il tempo non ha significato, è un trascorrere giustificato da ritmi e pendoli che rintoccano, altrimenti neppure ci sarebbe. Ho distolto lo sguardo, ho aperto la finestra, è volata via. October 22 Verità profondeè chiaro: non capisco un cazzo. la colpa è tutta dei sentimenti. che fanno le cose difficili, quando invece non lo sono. October 19 Signorina Indifferenza...I RESPONSABILI hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d'Europa. Se la racconteranno così. Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pietro Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all'impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all'improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle. E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com'è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, "così è sempre stato e sempre sarà così"? Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient'altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire "non faccio niente di male, sono una persona onesta" per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull'anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?
(Lettera alla mia terra, Roberto Saviano)
Non tutti i delitti hanno riflessi sociali.
Ma ci sono delitti, invece, in cui tutto è sociale, dall'arma usata all'ambiente fisico, dai caratteri dei protagonisti al loro modo di vita, tutto, perfino il dolore, perfino il peccato, perfino la riparazione, perfino il pentimento.
(Moravia)
Io un minimo di speranza la tengo, in un angolo, dove non ci sono il cinismo o la rassegnazione a uccidere tutto.
ps: emilio fede crepa. October 17 Io e te Johnny staremo insieme un giorno...Vabbuò, son tornata allegramente da Verona, città famosa perchè puoi andare in mezzo ad una specie di Via Montenapoleone a toccare le poppe a Giulietta, e ho un'estrema voglia di cazzeggiare quindi sono andata su un sito idiota a fare le affinità di coppia con qualche amante ideale...Giornata negativa per le Borse ma buonissima per Clara.
Clara e Johnny Depp: 46 % (una cena almeno ci sta...)
Clara e Zac Efron: 27% (che amarezza)
Clara e Nicolas Sarkoszy: 37%
Clara e Silvio Berlusconi: 83% (aspettate che sto cercando la mia dignità Yuuuu dignità?!?)
Clara e qualche fratello dei Jonas Brothers: 17 % (con la Disney non va bene...)
Clara e Jeff Buckley: 66% (LO SAPEVO!)
Clara e tronisti vari: 66% (meglio Jeff)
Clara e Jude Law: 38%
Clara e GL: 56 % (ahò gil, qui si fa roba...)
Direi che per oggi sono a posto.
C'è Silvio che mi sta citofonando, poi. October 11 Voglie Thoreau"Andai nei boschi perché volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita... per non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto ".
Avevo voglia di questo.
Tutto qui. October 07 TeletivùLa televisione. Che marchingegno. Quando arrivò, da noi, nel 1954, era forse la cosa più emozionante che si possedesse in casa. Adesso schifa molti solo a pensarla. Non riesco a non sparare sulla Croce Rossa aggiungendo che è inutile, totalmente. Non ha più fascino nè attrattiva (i giochi al rimbalzo per chi ha più audience sono evidente sintomo di questa generale noia) e quel poco che c'è di buono potresti benissimo riassumerlo in un canale. Sono per la dittatura telematica, sì, è vero! Voglio palinsesti di Fazio Littizzetto Guzzanti Piero Angela TG1...Intrattenimento? Ma quale? Oggi mi sono seduta sul divano e ho pensato di fare zapping, cosa insolita da un sacco di tempo, di solito pigio il dvd e addio canale 5 italia uno raitre. Non c'era nulla alle 15.30 di questo martedì pomeriggio, plumbeo e pateticamente grigio. Tranne Uomini e donne, certo. Dopo vari tentativi di sopportare un tizio impomatato che diceva "no pecchè io ti guardo nei occhi" ho chiuso. Non voglio parlare di Maria De Filippi, sia chiaro, per quanto mi riguarda può costruirsi palazzi sui pessimi programmi che inventa
La televisione è autorappresentazione. Mostra quello che ha attorno, con ritmi estremi e concetti allucinanti ma i veri schermi sono le case, adesso. I salotti sono studi dove si registrano i reality show e i dialoghi costruiti per calzare su chiunque, standard universale.
Appena arrivata, in quegli stessi salotti con mobili post-guerra anzichè minimalismo industriale, si guardava perchè dentro, proprio lì, c'era il diverso. La diversità, un canone di bellezza. Io accendo quell'affare di plastica e metallo perchè io non sono nessuno, lì invece sono Pinocchio, Grace Kelly, Domenico Modugno. Lì canto, salto, gioisco, sono sulla Luna e sono in Vietnam, sono Jimi Hendrix e sono Kennedy, sono Gorbaciov e sono Baggio. Oggi la televisione mostra noi. Personcine che tirano a fine mese, con valori a mozziconi, con banalità nella testa.
Come nel Parlamento. Espressione sincera di chi siamo è chi votiamo. Espressione sincera di cosa viviamo è il programma televisivo.
Accendi che sono in tv.
ps. assolutismi miei a parte, il mondo è vario, lo so. Ma è anche conformista. Copia se stesso sbagliando e peggiorandosi sempre.
mi ascolto De Gregori, va là. October 06 Morituri
“La fotografia è la morte della vita”. Non so chi l’ha detto, non ho fatto in tempo a segnarmi il nome, ma, dopo tre giorni che ci rifletto, mi trovo d’accordo, con la mia consueta malinconia di fondo. L’attimo saldato su quelle parole dal significato impalpabile: per sempre. Un’immagine che, vista da lontano, sa di presente, invece è già passata. Non è necessariamente triste, è più una nostalgia immediata di ciò che era, il trascorrere del tempo che tocchi. Mi piacerebbe avere la macchinetta Polaroid, con i contorni vividi dei volti e l’istantaneità a portata di mano. Forse è il silenzio a provocare questa sensazione. Le foto parlano nella nostra mente ma sono arte che tace, vive nel ricordo. Ed è così per quasi tutto, certo, ma il suono cambierebbe qualcosa; se non ci fosse solo un sorriso ma una lunga risata, la musica che proviene dalle persone, dalle cose, dal tutto che circonda i nostri corpi gettata sulla fotografia. Invece l’immagine rappresenta qualcosa da catturare, è l’emblema assoluto della fine che si dilunga sulla memoria. “Non ti muovere, non tornerà più questo sguardo, lasciamelo imprigionare”. E se così muore la vita, che paradosso fotografare la morte (come in qualsiasi camera ardente, luogo che odio, in piedi a dire nulla, a versare malumori su ricordi e preghiere vacue). Uno scatto che puoi rivedere quante volte vuoi, ma sarà sempre un abbaglio e praticamente nulla dopo (qualche anno, una generazione forse due…). Segnaliamo la nostra presenza con quello che troviamo ed elaboriamo l’arte per perpetuare la vita. Ma in realtà immortaliamo cosa?
Perchè temiamo tanto che la memoria si perda? E' la vanità di stare ancora e per sempre sulla scena o un tentativo di salvezza?
(Pietro Ingrao)
October 03 Siamo i Beatles. Aumma aumma.Leggo sul Metro di oggi che "Gli Oasis si definiscono al pari dei Beatles o dei Rolling Stones".
Ma per carità. Wonderwall è parecchio bella e Liam & Noel sono il genere ometto british che piace ma non diciamo sciocchezze, miei cari. I Beatles hanno rivoluzionato cambiato tranciato spappolato la musica e, non è colpa degli Oasis certo se sono nati decenni dopo, incrementato un cambiamento cultural-storico di proporzioni incredibili. Idem i Rolling Stones che dopo quarant'anni stanno ancora lì a saltare come forsennati. Miei cari Gallagher, siete un genere di brit-pop molto apprezzato, anche dalla sottoscritta, ma non avete un minimo di umiltà e dopo venti album non siete ancora l'unghia del mignolo di Ringo Starr. "Il nostro rock duro...". Lì mi sono fermata. Se son rock duro gli Oasis allora Britney Spears è una suora.
ps. mi sono beccata anche Gianfranco Fini, sì, presidente della Camera, eh già, a lezione today. Uomo alto, non c'è che dire e anche palloso, non c'è che dire. October 02 Notare che...E due sere fa, in auto, con Laura, mi sono accorta che tre mesi prima cantavo Niente paura.
E due sere fa cantavo Il mio pensiero.
E le cose cambiano davvero, se lo vuoi. Se è tempo che cambino.
Cosa c'entra questo cielo lucido (liga, of course)
5 cose che non sai di meLa sindrome "giochiamo il gioco di Clara" prosegue. Attacca anche me. E cominciamo (fatico a trovarne 5 comunque...non so per quale motivo).
1. Da piccola volevo fare la pediatra. Ero completamente fanatica. Bastava dire pe e io saltavo in piedi urlando "sai che io da grande faccio la dottoressa dei bimbi?". Pediatra era una parola troppo complessa, allora. Tale passione nacque per un motivo serissimo e assolutamente nobile: dopo che mia nonna mi regalò Barbie Pediatra. Può darsi che inconsciamennte io volessi fare la megagnocca da grande, come Barbie, più che il medico. Comunque appena raggiunta l'età della ragione (13 anni o giù di lì) ho detto no ai bambini. Per poi iscrivermi al liceo pedagogico. Non fa una piega.
2. Odio le cimici. Odio tutti gli insetti in generale ma le cimici sono il peggio. Chiamo a gran voce mia madre ogni qualvolta le vedo, su una tenda o che troneggiano verdi e schifose sulle finestre, scappando tra le camere e ripentendo "hai fatto? è morta? eh? hai fatto?". Mi ha dato da pensare, una volta, la sua frase "e tu vorresti andare in Afghanistan come Lilli?". La vecchia non ha torto, per una volta.
3. Non sono in grado di parcheggiare ad esse. Ma neanche di parcheggiare ad elle a erre a pi o che so io. Qualsiasi lettera dell'alfabeto voi nominiate, no, mi spiace, so solo parcheggiare in ampi spazi a cielo aperto e senza auto motorini bici pedoni marciapiedi nei dintorni. Però all'esame ho spaccato. Il parcheggio ad esse più bello della storia di Asola (Mantova). Quello che più mi deprime è il mio desiderio di mostrare ai maschi che sappiamo guidare, ma non sono l'esempio migliore.
4. Sono una fissata dei post-it. Ne ho di ogni colore e li uso per cazzate cosmiche. Per la paura di non ricordare qualche impegno (perchè io ho degli impegni poi...) li attacco sul calendario destreggiandomi tra quello fucsia e quello giallo e quello verde. Alla fine ci scrivo sopra inutilità varie come: ricorda di chiedere foto a Ilaria o porta chiavetta usb a Paola o tua madre ha detto che devi stirare. E sì che mi batto per evitare la morte dell'Amazzonia. Ma non sono di grande aiuto...
5. Ho visto Via col vento otto volte in tutto. Non qualche spezzone. Tutto. Otto volte. La causa è la mia nonna materna che adorava Clark Gable più di mio nonno e non mi risparmiava (avevo sette anni) discorsi sugli uomini veri con la frase "ah. quando gli uomini erano uomini!", seguiva sguardo perso nello schermo del televisore. L'ottava volta l'ho visto da sola e ho capito che cosa intendeva mia nonna se poi, facendo zapping, becco Uomini & Donne.
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