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    February 26

    Sweeney Taglia Gole a tutto spiano

     
    Immaginate il cinema senza Johnny Depp e Tim Burton. Un incubo. Anche se i film di Tim Burton sono un incubo, in positivo. Sweeney Todd non manca di essere annoverato tra le pellicole più tragiche e macabre del cinema con, in aggiunta, un potenziale visivo non indifferente. Solo Burton poteva riuscire nell'ardua impresa di miscelare due generi ricercatissimi quanto complessi da amare e supportare: il musical e il dark-favoleggiante. Faceva sorridere Skeleton in Nightmare Before Christmas, ma Sweeney Todd è uno squarta gole ad arte, grigio sporco e dall'anima smantellata con al fianco una Londra grigia sporca e dickensiana. Accenti da Hard Times ci sono eccome. La capitale inglese è un fiume di veleni e ingiustizie, una cock town per eccellenza mangiata viva dala rivoluzione industriale che è tutta un elogio a cadaveri e malattie. Peste nei pasticci di carne e  povertà negli angoli delle strade. Visivamente impeccabile (dunque Oscar meritatissimo...) e originale, spettacolare, rosso. Il sangue finto che scivola a fiotti e sa di tempera, tagli uno di seguito all'altro sugli attori più conosciuti e apprezzati del cinema inglese (a parte uno di loro gettato nella caldaia...vedere per capire chi sarà il fortunato) ma sempre con un tocco di classe non indifferente, con la musica che si china sugli spettatori e li avvolge. E' un musical o è una favola alla Burton? E' un nuovo exploit del trasformista Depp o è la spettacolarizzazione della morte aggratis?
    E' un musical. Punto. Diverso, completamente cantato e con dialoghi ridotti a meno di dieci battute per tutta la durata del film (dunque se dopo interi anni di musica Disney vi siete inaspriti al solo sentire una leggera musichetta cancellate Sweeney Todd dalla vostra lista di film da vedere nel weekend). Superlativo l'uso della fotografia, brillante la musica e le note drammatiche e teatrali al contempo. Essendo un ottimo attore non si può biasimare a Depp di non essere anche un ottimo cantante, non tutti a Hollywood hanno le fortune di Nicole Kidman - che sa fare tutto - ma ha uno sguardo e un'espressività tale da mettere a tacere anche chi lo sente poco intonato. Una parte, quella del barbiere di Fleet Street, che non lo fa eccellere come in altre pellicole ma rende questo film godibile, assurdo e senza limiti alla fantasia e alla creatività di un regista, Burton, che anche quando riprende racconti già scritti gli rende unici e affascina i suoi fans.
    Insomma, storia di revenge e desolazione personale. Un fiore all'occhiello in questi giorni di cinema un pò magro.
     

     
    February 25

    H

     
    Dovrò passare la notte in ospedale.
    Di fronte al palazzo c'è un cartellone elettorale di Berlusconi. Coca Cola senza caffeina. Anziana che parla nel sonno.
    Eccellente sabato sera.
    February 21

    Appunti

     
    14 luglio 2006, Hard Rock Cafè, Lisbona
    -il cameriere che mi serve il sex on the beach è un ragazzo belga che ha girato l'europa (tra le città italiane si è visto vicenza roma e milano e chissà quante altre) e ha lavorato in ogni posto in cui è stato e ha conosciuto persone, imparato lingue e slang, ha giocato nella fontana di trevi e pranzato vicno all'arc de triomphe. non è meraviglioso? ho ardentemente desiderato prendere le valigie e iniziare il mio viaggio per conoscere conoscere conoscere ancora. non mi basterà mai una vita per sapere tutto e leggere ogni libro stampato e danzare per ogni piazza. stavolta non ho seguito il mio istinto.
     
    19 luglio 2006, pizzeria Albufeira, Portogallo
    -due ragazzi, presumo inglesi, stanno scrivendo un diario con tanta frenesia e passione che credo sia una sorta di diario di bordo della loro avventura. voglio farlo anch'io per l'interrail. chissà cos'avranno scritto nelle loro pagine, quali incontri hanno fatto e posti hanno toccato.
     
    7 ottobre 2006, campetto
    -e vorrei fuggire via, ora subito.
    e vorrei correre verso il primo treno e mandare a fanculo il futuro e il presente e via via via ancora via. ma io e tucci torniamo sulla nostra "road", sui nostri passi verso casa e salutiamo il vento promettendo a noi stesse che non torneremo...per il momento. sento il rumore del treno che sferraglia, chissà dove sta andando. giochiamo sempre a pensare alla destinazione degli aerei che ci passano sopra la testa volando. domani...buenos aires. oggi non lo so.

    scritti sul retro della copertina di "On the road". a penna blu.
    February 20

    Sono seduta su un grattacielo

     
    Non sono proprio su un grattacielo.. Sono nella vasca da bagno. Vuota. Non ha senso sdraiarsi in una vasca con maglione e jeans addosso ma l'essere umano è curioso e vuole sempre provare l'ebrezza della follia. E poi riesco a riflettere. Pensavo appunto al 13 aprile che si avvicina. Un nuovo giorno che, quasi profeticamente, dovrebbe cambiare gli Italiani, lo Stato, l'Italia. Cazzate. Questo non è il secolo delle rivoluzioni nè quello delle svolte. Popolo assopito che dice di voler combattere ma si diefende ancor prima d'essere attaccato. Chiude le trincee per paura dell'inizio della battaglia e così prosegue l'attesa, come chi aspetta Godot e tenta il suicidio con corde immaginarie domandandosi i perchè senza fiutare la risposta. Io sono assopita. Credo nella rivoluzione ma non sono ancora scesa in piazza, come si usa dire. Non è tempo e ci credo. Senti profondamente quando la bomba sta per esplodere. Non la sento ora. Ne deduco che non c'è. Ho le mie colpe, certo, se avessi un briciolo di palle manifesterei il mio disappunto in un modo diverso dallo scribacchiare su blog e fogli, ma sono convinta che l'attesa sia necessaria affinchè il momento giusto, che ci sarà, cambi davvero qualcosa. Combattere ora non sarebbe combattere. La mia generazione non la vedo pronta. Incazzata, s', ma non pronta. Se domani volesse alzarsi e cominciare io ci sarei. Io ci sono. Ma non lo faremo. Non è tempo.
    February 19

    Ridere, che bello.

     
    ahaha.
    oggi mi hanno fatto ridere tanto.
     
    "SERVE GENTE NUOVA E ARIA FRESCA IN PARLAMENTO E TRA I COMUNI. PROMETTIAMO COSE DIVERSE"
    Dunque: Rutelli sindaco di Roma. Già sentita.
    La Dc gira e volta cambia simbolo o forse no. Già sentita. Anni fa.
    Silvio Berlusconi si candida dopo "la cattiva eredità della Sinistra". Questa è addirittura la stessa frase delle passate elezioni.
    Meno tasse. Sarcastico
     
    Ma vaffanculo.
     
    February 18

    Evvai Mucci! - recensione in ritardo -

     
    Non avrei mai voluto demolire il mio adorato Silvio ma la mia etica di critica cinematografica in erba non avrebbe potuto esimermi dal porre il mio NO categorico su un filmetto di poca qualità. Fortunatamente Silviuccio mio bello è stato bravo.
    Regia esordiente, sceneggiatura e storia sostanzialmente nuove, ottime scelte e tagli nel passaggio libro (pessimo)-cinepresa (più che buono). La storia del tormentato e stanco di porte chiuse in faccia Sasha, ragazzo a contatto diretto con la tossicodipendenza a causa dei genitori, entrambi morti per droga e di Nicole, quarantenne parigina intrappolata in una vita che lei stessa ha reso prigione e noia dopo la morte del suo primo vero amore di gioventù.
    La prospettiva, giovedì sera scorso, era di vedere un film con poche pretese, probabilmente una replica delle sciatte storie mocciniane. Grazie Silvio di avermi, invece, soddisfatta.
    Per essere opera di un esordiente, Parlami d'amore è ben girato davvero, ha rimandi alla tecnica dei film statunitensi di nicchia (mi viene in mente Closer primo fra tutti per affinità argomentativa e registica), è italiano per immagini e sguardi ma migra all'estero per storia e piccoli momenti narrativi che concludono una, anzi, quasi tre particolari vicende d'amore. Muccino non si avvicina al fratello, è diversissimo ma altrettanto talentuoso. Leggere il libro è una totale perdita di tempo dovuta solo all'adorazione costante di Silviuccio bello ma questo film vale la pena. Ha qualità. Non cede il passo a facili pateticismi amorosi se non in un brevissimo sguardo finale che ha abbassato di mezzo punto il mio voto - quel guardiamoci-negli-occhi-che-rispecchiano-l'anima era out. C'è arrosto, insomma. E la Carolina è un ottimo acquisto del cinema italiano a differenza della Chiatti che, finchè non mi dimostra un minimo di capacità attoriale, sarà sempre da me definita "Scamorza two".
    Muccino Silvio può forse non piacere come attore a molti ma potrebbe avere un ridente futuro come regista e senza più essere assillato dalla critica di raccomandato ad vitam che i più gli lanciano. Le basi artistiche ci sono. Forza.
     

    after Madonna

     
    Come non aver voglia di tornare a casa dopo il delicato risveglio della mutter dopo sei ore di sonno in due giorni?
    - in piedi, oh! per te è sempre vacanza vero? - falso. Io sono un'impegnata fancazzista - e poi quella valigia! non potevi disfarla ieri sera? - come come? cosa odono le mie orecchie. Ma cara mammina, lo sanno tutti che la valigia è il ricordo nostalgico delle belle ore passate con gli amici ergo si disfa almeno dopo una settimana - e perchè siete partiti alle sei di sera? non potevi tornare prima? -. odio il ritorno a casa. Prima ancora che si varchi la soglia ci sono già venticinque domande pronte per te. Caccia alle informazioni aperta. Ora, io non sopporto quelli che dopo un viaggio, appena hai girato la chiave nella toppa, ti tartassano. Mia madre è tra i quelli.
    -c'era traffico? *no - chi guidava? *marghe - avete sciato? *no - che avete fatto? *bevuto - cosa?! *pattinato sul ghiaccio - due giorni? *ma no... [e via così]. Partendo dal presupposto che dopo tre ore di auto e zero di riposo vorresti andare a letto con ancora le scarpe indosso, la sottoscritta rispondeva con il linguaggio comune dei grugniti. Parlare con un troll deve avere evidentemente fiaccato la signora che così ha rinunciato all'interrogatorio. Lo riprenderà tra poco a pranzo, ma sono già più predisposta.
    A parte tutto questo, la gita a Madonna di Campiglio ci stava. Grazie all'intrepido navigatore satellitare da me & Laura ribattezzato Giuditta, siamo giunti a destinazione e abbiamo gioiosamente cazzeggiato guardando la neve sui tetti ma senza provare il minimo desiderio di uscire di casa. Perchè farlo? Avevamo vino [che non è più tornato a casa, pace alle bollicine spumantine sue], monopoli [fossi capitata una volta, dico una su Largo Augusto...], carte e playstation. Quale ragione poteva spingerci a mettere il naso fuori? Forse fu la puzza di chiuso o il vago ricordo dell'aria fresca a convincerci che un pò di sano pattinaggio seguito da una deliziosa cioccolata calda erano cosa buona e giusta. L'unica incrinatura nei rapporti si ebbe quando Jacopo seppe che nessuna mamma sapeva della sua presenza in montagna. Gita di sole donne, si era detto. -Ma perchè, scusate? - la risposta non gli è mai giunta. Cosa potrei raccontare? Mah, è una di quelle cose che o vivi o non riesci a scrivere quanto te la sei spassata...Margherita che puliva ogni cosa dieci volte e noi che "vuoi una mano" ma poi ci siamo lasciati servire. La balla che non poteva arrivare più giusta e maledetta di così, viaggio rapido al bagno ogni tot minuti incluso. La porta finestra da me quasi sfondata perchè ridevo senza guardare dove andavo - colpa del nero d'avola. I bastoncini findus chiamati ripetutamente Pavesini o sofficini, il motivo è ancora a noi tutti sconosciuto. Il baila e l'aerobica mattutina con margherita. and much more.
    Senonfossechepoisitornaacasa...
     
    momenti clu:
    L:(giocando a monopoli) posso comprarmi il via?
    *********************
    J: (perdendo a carte per la millesima volta) io ero sempre tagliato fuori da tutti i giochi. anche a calcio nessuno voleva mai farmi giocare perchè non ero capace. (segue lacrimuccia)
    *********************
    T: Clara...RIFOOOOOOOOOOO (e ci si salta addosso...senza alcun senso...)
    C: Tucci...VOLEMOSSE BBENE!!! (e sui pattini ci si salta addosso senza alcun senso)
    *********************
    J: sì ma Clara sei stata di un malmostoso in questi due giorni...
    C: Io? ma che cazzo dici?
    T: eh dai è vero...
    L: hai proprio rotto i coglioni
    M: sì sì non ne possiamo più...
    ...davvero grazie...
    February 12

    Buttare

     
    Ho la tentazione di buttare via tutti i miei cd che non contengono musica.
    Ho fame di vera musica.

    Across the universe

     

     
    Colori, esplosione di colori, BUM! I Beatles che spuntano tra la Storia e resuscitano libertà e malinconia a un tempo, un momento lungo una vita racchiuso in poche righe di canzoni che sentite fanno tornare i brividi.
    Is there anybody going to listen to my story All about the girl who came to stay? she's the kind of girl you want so much It makes you sorry Still you don't regret a single day. Ah girl!girl!
    "Across the universe" ha la capacità di mostrare contemporaneamente la facciata di amore e spirito degli anni Sessanta e l'involucro di paure, stanchezza e disagio, le manifestazioni pacifiste che spinsero al terrorismo via via che il tempo correva e scivolava tra le loro mani, mani di ventenni che cambiarono il mondo ma non si accorsero che lui li stava trasformando a sua volta plasmandoli come meglio credeva. La musica, le parole, le scelte sempre azzeccate. Jude che mi ha fatto tremare il cuore fin dall'inizio...I sosia di Janis Joplin e Jimi Hendrix, chitarre e musica, voci incazzate ma da ascoltare una due tre volte, instancabile, insaziabile. Occhi e sguardi tinti dagli effetti psichedelici della cinepresa. Da ascoltare perchè è musica pura, è un urlo. E mostra come gli anni Sessanta non fossero perfetti ( e io lo credevo) ma c'era tutta la VITA in un melodia.
    Semplice, ricco di immagini e protagonisti brillanti che volteggiano tra Let It Be e All you need is love senza alcuna difficoltà, tutto appare scritto per loro e al contempo si rivolge a noi: di cosa abbiamo bisogno?Di guerra, di pace, di amore, di libertà, di sesso, di droga, di manifestazioni, di silenzio, di lotte, di apatia...cosa c'è in noi? Quale mezzo più potente degli altri invaderà il nostro (in)quieto vivere?
    Originale, nuovo, volutamente strampalato ma senza esagerare. Attinge ad altri film, a vecchie storie ma crea uno spirito tutto suo, innovativo, creativo.
    La scena del circo, forse, poteva essere evitata perchè ferma un pò lo svolgimento della storia. Ma è un musical incredibile, decisamente stupendo.
    Hey Jude don't be afraid...
     
        
     
    February 07

    Ma vaffan...

     
    Oggi ero al mio ormai consueto lavoro alla scuola materna. Quando hai il turno alle otto di mattina passi circa un'ora a fissare il vuoto con il caffè in mano mentre tre bambini giocano per evitare di dormire. Quindi non fai nulla. Chiaccheri o, come nel mio caso, ascolti chiaccherare. Un pò come dalla parrucchiera, per intenderci. I discorsi però erano decisamente "avanzati", politica rifiuti a Napoli diplomi comprati per salire in graduatoria caro vita bollette tasse enel eccetera. "Ma vuoi mettere le spese al Nord rispetto al Sud? Guarda che la vita è moooooolto meno cara" [l'inflazione colpisce solo i lombardi, evidentemente] "Sì ma poi al meridione si comprano la laurea, i diplomi, non esiste neanche un ragioniere che abbia studiato. Eh certo, el fo apò me [traduco: "eh certo lo faccio anch'io", ringraziamo che non abbiano detto giù in terronia...] "E quella che mi diceva che dovremmo essere grati al Sud che fa tutto, ci mantiene! Ma che! Siamo noi che manteniamo il Sud, loro la fanno facile che pesano sulle nostre spalle, noi diamo da mangiare ai loro figli che poi salgono su per vivere da signori" [I Vicerè] "E la loro pattumiera? Noi dovremmo prendercela? Ma scherziamo? Ha fatto bene la Lombardia, ha fatto bene...che si arrangino laggiù" [ i temi di oggi: patriottismo e solidarietà nazionale] "Certo che al Sud, mamma mia...che spese vuoi che abbiano poi?".
     
    Io ascoltavo. Non ho risposto. Ho solo ascoltato. E mi ripetevo in testa: abbiam fatto l'Italia, ora restano da fare gli Italiani. 147 anni dopo è ancora questa la situazione.
     

     
    E io rimasi lì a chiedermi se l'imbecille ero io... che la vita la prendevo tutta come un gioco, o se era lui... che la prendeva come una condanna ai lavori forzati, o se lo eravamo tutti e due. (Amici miei)
    February 06

    Scusa ma vado al cinema

    Bene, prima lo snobbavo senza aver nè letto il libro nè visto il film semplicemente perchè era di Moccia e tutto ciò che è di Moccia lo cancello dalla mia vita. Ieri sera però l'ho visto, 'sto film, quindi posso snobbarlo senza sensi di colpa. Era la serata donne ed erano aboliti film senza le seguenti caratteristiche: un lui nudo, un lui che muore, un lui che piange, una lei che dice ti amo venti volte, una lei che non sa scegliere tra lui e l'amico di lui, un lui che fa lo stronzo ma poi la ama, un lui che fa cazzate per amore, una lei che muore partorendo. Quindi sono entrata in sala pensando "Vediamo di non buttare cinque euri nel cesso, tanto per cambiare. Raul almeno fatti vedere nudo che mi tiro su di morale". A parte che Raul non l'hanno pagato abbastanza per farlo vedere nudo, mi aspettavo un film carino ed effettivamente è un film carino. Fino a un certo punto. Moccia non è un regista, neanche uno scrittore, certo, ma ormai si è lasciato prendere la mano e tormenta le librerie. Si sperava che almeno lasciasse in pace il cinematografo, ma è stato bravuccio pur avendo a che fare con un'opera che è una mezzasega e che ha scritto lui stesso medesimo. L'ostacolo primario è dato dalla protagonista: Niki. Cazzo, ma si può dare nomi del genere ai personaggi? Niki, Olly, Dily, Pily, Mily...Vabbè, sarà che noi gggiovani siamo flippati mentalmente e comunichiamo così (anch'io ho amiche del tipo Spilly, Lety, Tucci,...) e quindi passi. Tre risate, devo dirlo, me le sono fatte perchè la storia non è mica da buttare via. Scritta male e infantile ma seminuova, perlomeno. La trama non ve la racconto quindi se non vi va di leggere oltre posso capirvi. Seguono un cumulo di critiche positive e non (più non comunque). Ben girato, non me l'aspettavo, brava l'attrice protagonista anche se la sua voce da eterna bimba dell'asilo scassa i cosidetti dopo un'ora di film, spentuccio Raul Bova che forse poteva impegnarsi di più .Tocco di originale banalità sono le frasi a mezz'aria che ci riportano ai tempi della smemo:"l'amore è come la peste: te lo prendi senza volerlo", tanto per essere chiari. Erano famosissime, da Shakespeare a Hikmet, ma buttate lì ogni dieci minuti erano uno smaronamento. Che dire ancora? Come direbbe Paola sto distruggendo un film (che lei ha adorato) ma in realtà, sinceramente, non era pessimo come credevo. Davanti a una pizza con le amiche un film così ci sta benissimo. E poi si può fare un gioco spassoso per trascorrere meglio la serata: contare quante volte Niki dice ti amo a Raul...uno, due, tre, quattro no cinque, no siamo già a dieci, venti, trenta, cinquantamila...Fermatela...

    Politicamente

     
    "Hanno sciolto le Camere"
    "Mmm"
    "No dico cioè...neanche Marini..."
    "Mmm"
    "Mah, qua dice che si fanno le elezioni il 13 aprile"
    "C'ho da fare il 13 aprile"
    "Cosa fai?"
    "Mi sono espressa male...mi trovo qualcos'altro da fare il 13 aprile"
    February 05

    De Bibliotecarium ovvero Come rendere inutile una biblioteca

     
    Arriva la lettera. Pesante. "Lei è pregata di riconsegnarci i quattordici libri in dotazione più una decina di dividdì che doveva riportare entro una settimana, anzichè sei mesi come in quest'occasione". Ok. Errore mio. Capito.
    Vado alla Biblioteque con grandi baldanzosi passi di vergogna per essere l'unica tesserata al mondo che deve lasciare una multa di un euro, ebbene sì un euro. Maledizione. Giurin giuretto non lo faccio più.
    "Cara, vuoi prendere qualcos'altro?"  Beh, sei gentile Signora Bibliotecaria, umana regina dei Pasolini e delle copie dei Canterbury Tales ma no, grazie, non mi pare il caso di possedere altri libri, che poi mi provocheranno mutui con accumularsi di euri su euri.
     
    Cambio biblioteca. Ma lei non lo sa.
    "Cosa prendi?"  la gentilezza già diminuisce quando si passa da biblio a biblio, forse capiscono che stai fuggendo dalle tue colpe. Aspetto da un momento all'altro che mi urlino "Và via blasfema delle centrali del libro" - che ha un non so che di centrali del latte...
    "Prendo l'isola di arturo e il partigiano johnny e kafka..."  la mia prodigiosa cultura risveglia nella Signora Bibliotecaria number two uno spasmodico amore per me e fiducia nelle mie scelte "Oh, che libri impegnativi!"  come se avessi tredici anni, signora...
    Esco. Quanta soddisfazione. Ora posso camminare senza coprirmi il volto.
     
    Niente da fare. Arriva la lettera. Pesante.  "Lei è pregata di riconsegnarci i quattordici libri in dotazione che doveva riportare entro un mese, anzichè sedici anni come in quest'occasione". Ok. Errore mio.
    "Che ti serve?" "Devo ridare questi libri..ce li avevo da un pò" sguardo imbarazzato e occhi fissi sulle Converse. "Oh nessun problema, a parte te non li legge nessuno". Perfetto allora. Neanch'io li ho letti.
     
     

    I matti - De Gregori

    I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia.
    A caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
    I matti vanno contenti a guinzaglio della pazzia,
    a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
    I matti non hanno più niente, intorno a loro più nessuna città,
    anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
    I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
    come stelle cadenti, nel mare della Tranquillità.
    Trasportando grosse buste di plastica del peso totale del cuore,
    piene di spazzatura e di silenzio, piene di freddo e rumore.
    I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato,
    è una caverna tutta nera.
    I matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato
    e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
    I matti senza la patente per camminare,
    i matti tutta la vita, dentro la notte, chiusi a chiave.
    I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
    poi attraversano il mattino, con l'aiuto di un fiasco di vino.
    Si fermano lunghe ore, a riposare, le ossa e le ali,
    le ossa e le ali, e dentro alle chiese ci vanno a fumare,
    centinaia di sigarette davanti all'altare.
     

     

     


    February 01

    La scienza fa paura

    Maschi addio: le donne si autofecondano.
    Lo sperma sarà prodotto dal midollo osseo femminile e dagli ovuli. Ma nasceranno solo bambine. Lo dice una ricerca inglese
     
    da Tiscali
     
     
    E' inquietante...poveri maschi, a me piacciono i maschi!
    E questa storia dell'autoriproduzione...come a dire: maschietti, la vostra unica utilità è darci un figlio, femminucce non sarete mai altro che madri.
    Io non sono d'accordo con la ricerca inglese. Maschi e amanti dei maschi unitevi.

    Tanto per cambiare...

    Mi arriva una mail.
    Una catena, s'intende. Chi mi scrive sennò? (a parte GL, grazie caro...).
    La famosa "SE TU FOSSI" morto, dico io, non mi manderesti queste mail che poi, nella noia generale, pubblico sul web perchè non ho nulla da fare.
    Scazzatevi con me.
     
    ...una bevanda:  (?) mah, sarò una cedrata
    ...un elemento: questa è una domanda da winx. provo con la terra.
    ...un animale: odio questa domanda. non mi ritrovo in nessun animale.
    ...una canzone: questa è difficile. ma intanto dico I KNOW IT'S OVER cantata da Jeff.
    ...una marca: domanda truzza. La marca "quello-che-piace-a-me-possibilmente-a-poco-prezzo"
    ...un frutto: l'ananas
    ...un dolce: il gelato all'amarena
    ...un giocattolo: ehm...monopoli (vale?)
    ...una stagione: estate
    ...un pianeta: plutone. amavo sailor pluton...
    ...un profumo: la vaniglia.
    ...una macchina: la mia c3 va benissimo
    ...un fiore: quella margheritona gialla...
    ...un desiderio: vivere almeno una volta come Kerouac
    ...una forma: mmm, boh
    ...la pagina di un libro: tutte le pagine dei miei libri
    ...un cielo: che razza di domanda è????
    ...una città: tutte le città
    ...un locale: non ne ho uno. vivo di bevute in ogni dove.
    ...un piatto: ohoh il risotto. qualsiasi tipo di risotto.
    ...un vestito: le converse valgono?
    ...un sentimento: l'amore. a costo di risultare patetica.
    ...un colore: viola o verde
    ...un mese: è indifferente. dipende da quello che è successo.