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March 31 behbehbehbeeeeOk. Il post esattamente qui sotto non fu scritto con lucidità e un minimo di riflessione (non che le altre cose che scribacchio siano ben ponderate, eh.) ma neanche per essere capito. Qual è il senso di avere un blog e scrivere cose che nessuno capisce? Boh. Non so il senso di una multitudine di cose, lo aggiungo alla lista. Ad ogni modo, ieri sera mi sono presa un'oretta circa d'aria dopo alcune settimane di marzo in cui neanche sapevo che era marzo. L'amara scoperta dell'appropinquarsi di aprile mi ha sconvolto. Quando lo shock passerà saremo già a maggio e a quel punto un nuovo trauma mi avrà colpito. Ci vuole pazienza.
Ieri sera, dicevo, stavo discutendo con Jacopo e Tucci sul voto, o meglio, io parlavo indignata e loro si fissavano le unghie. Quando ho capito che se anche avessi detto loro che ero incinta, avevo abortito e stavo per morire di AIDS le unghie sarebbero rimaste l'unica attrattiva, ho smesso. Allora ho pensato di esordire con "ho visto million dollar baby sapete? bello, parla..." neanche il tempo di finire la frase. "Con la Swank? ah, non mi piace". Ok. Nessun problema. Restiamo a fissarci le unghie. "Che poi tanto io non voto". OK. Le unghie, Clara, le unghie. "Ma sì, in fondo se li è permesso, lo fanno, non puoi dare torto a quelli che fanno i propri interessi". Cazzo, le unghie. March 30 quattordici marzo duemilaottoora ti dico ciao.ora.
e ti saluto mentre sali sul treno e mi prometti che non tornerai più, mi giuri che stavolta è l'ultimo giro che fai su quelle rotaie arrugginite, mi confessi che sarai libera.
sto zitta. rovisto nelle mie tasche. una carta di caramella, il tuo numero nel-caso-che, una matita. chiudo gli occhi per sentire il treno. sei salita? apro gli occhi. sono io sul treno. sei tu rimasta là a guardarmi andare via. tu mi saluti. e ti prometto che no, non tornerò, non servirà tornare.
frugo nelle tasche. non mi hai lasciato il numero, non mi hai dato nulla per fare in modo che io ti rintracci. ho capito.
ciao. March 26 parte di goethe
Andavo per i campi March 11 Le recensioni della fontanaEsistono giornate in cui vogliamo essere consumate fino all'osso, dove l'obiettivo cruciale è piangere per un minimo di due ore. Detto fatto. Ieri mi sono accoccolata sulla mia comoda sedia prima e sui divanetti del cinema poi per gustarmi ben due film d'amore e ce ne sarebbe stato anche un terzo se la sera non fosse finita così in fretta. Il primo è l'hottest state di noi ventenni, quella spinta utopica e un pò bohemiene, il secondo mi ha dato motivo d'usare le maniche della felpa come kleenex. Cominciamo.
L'AMORE GIOVANE
Si vede poco Ethan Hawke a Hollywood, ma intanto scrive, dirige e produce film di grande dolcezza e sentimento come "L'amore giovane". William (alterego di Hawke?) è un attore di vent'anni che una sera, tra una bevuta e un flirt, incontra Sara e se ne innamorata pazzamente. Lei non risulta un personaggio simpatico, nel coros della storia, è ambigua e imprevedibile, non vuole innamorarsi ma trascina William tra le sue braccia e lui è immobile, non vive al di fuori delle ore passate con la ragazza. Giocano, progettano, studiano la loro esistenza basandola su sogni e desideri ma Sara è sempre distante, lo bacia e non lo sopporta per più di quattro-cinque giorni. Impedisce al ragazzo di liberare quel sentimento che lo sconvolge. William si fa narratore in prima persona di quella profonda sensazione di essere perfetti in compagnia dell'altro, dei salti e del tempo che rubiamo per mangiarlo nelle stanze da letto. La città ha colore e melodia (in questo caso New York, nei suoi bagliori autunnali a Mahnattan) e c'è un pò di strana poesia in tutto questo, quel sentirsi diversamente umani e fragili. Sara non lo ricambia, lo crede forse troppo bambino? O semplicemente non ne è innamorata e lo scaccia via come meglio crede? Non si intuisce chiaramente. "Ho il cuore spezzato prima di compiere ventunanni". Siamo ricondotti al mondo esterno, perchè esiste, a quanto pare, grazie ai ricordi del protagonista che vede il difficile divorzio tra i suoi genitori (Laura Linney e lo stesso Ethan Hawke)e la sua fuga verso il padre, quello che non l'ha cercato ma afferma convinto che avrebbe voluto. Sempre uguali, noi esseri umani: vorremmo ma non facciamo. Mai è stata data a William una lezione di vita, ma papà Hawke gliela concede, rapida e inutile tanto quanto una pacchetta sulla spalla: l'amore lascia la cicatrice, ma guarisce. Solo continua a fare male qunado fa freddo, ogni tanto.
Meritevolissima opera dell'attore-regista-scrittore (infatti il film è tratto dall'omonimo romanzo di Hawke) che mai scadde nella patetica immagine dei piccioncini litigarelli. Non c'è retorica e miele, è puro, pulito, malinconico al punto giusto. Perchè l'amore è anche malinconia, attesa, passione essenziale per crescere e trovare quel sentimento che tutti andiamo cercando.
PS:I LOVE YOU
Voglia di lacrime ma anche paradossale comicità in questo film tratto dal bestseller omonimo. Holly(Hillary Swank) e Jerry(Gerard Butler) sono una coppia innamorata e normalissima. Si sono sposati quando lei aveva diciannove anni e lui ventiquattro e ora che ne hanno una trentina nulla sembra cambiato. Ma Jerry muore a causa di un tumore al cervello e lì tutto finisce, anzi, in qualche modo comincia. Quella che vuole essere mostrata è la paziente speranza di poter tornare a vivere, con ossa rotte e cuore infranto ma la sopravvivenza a chi si ama è uno degli ostacoli insormontabili della vita, dell'esistere, dell'essere umani. "Non può piovere per sempre" giusto? E allora Jerry scriverà lettere e organizzerà la vita di sua moglie nel corso di un anno, dopo la sua morte, per allenarla a sopportare il grandissimo dolore che deve portarsi dentro, in modo che almeno una parte del suo mondo non vada persa con lui. Dramma presentato sottoforma di bizzarra commedia dove gli amici e la famiglia servono come contorno ma è il viaggio personale e intimo a ridare senso al proprio cammino. In realtà, questo film è piuttosto basilare: lei e lui si amano, lui muore, lei non sa che fare. La regia non è nuova o innovativa, è regolare, senza sbavature e senza rischi. Quindi funziona nel suo genere di film drammatico con qualche risata amara, ogni tanto, per dimenticare che si muore. E' un buon film se non si pretende altro che struggersi e accartocciarsi su se stessi riflettendo su quanto è magra l'esistenza di tutti noi, direi quasi un sofa-film. Non ci cambia la vita ma ci lascia un pò sfogare e, perchè no, arrabbiare con l'amore che non ha mai l'orologio giusto.
(e poi Gerard Butler è un gran bell'uomo...).
March 10 InutileInutile raccontarsi un mucchio di storie, frignare dietro a quello che vorremmo non che davvero abbiamo, inutile cercare la persona tra le persone, che cazzo, pensi davvero che ci sia una persona su miliardi che ti possa rendere felice? una sola? e diamine, credici un pò di più almeno, se devi perdere il tuo tempo così. Stai lì, fermo immobile a fissare come un idiota quella finestra e aspetti che salga sul treno, sull'autobus, sul taxi, sull'automobile dei tuoi genitori l'Amore. Onestamente, non girarci attorno, te l'ho detto, tutte cazzate. Perchè non esci e te lo vai a cercare questo amore? cos'è? paura quella che ti ferma lì nell'angolo della tua stupida esistenza? Va bene, anch'io ho paura, cosa credi. Se ami hai solo due possibilità, non so perchè sempre due ma due sono quindi, dicevo: o scappi più in fretta che puoi sperando con tutto il cuore che quelle idee da hippie del cazzo non ti riportino da lei oppure ci stai. lei chiede tu dai. lei vuole tu accetti. lei dice una parolina semplice e insulsa e tu le rispondi che sì, la ami e mai penserai ad altre. sei fottuto quando è vero ma fino a quel momento puoi benissimo fregartene. E diamine, togliti quella faccia da fesso. Cosa sei, sorpreso? Che pensavi? Amore uguale profumo di rose e arcobaleno? Carino da pensare, ma sono tutte cazzate. dico cazzate anch'io, spesso, ma l'amore è il sentimento più cazzaro che io conosca. sì perchè lo conosco dannazione, lo conosco.
Beh, questo perchè lo conosci. March 03 giovedì tredici in realtà sempre ventitrè febbraioio e l'infermiere ricciolino potremmo diventare anche amici. mi ha detto che vuole che gli si dia del tu. potevo rispondergli vaffanculo che me ne frega ma poi ho sorriso, detto tu e lui è stato cordiale ma soprattutto ha cambiato la flebo alla nonna quindi valeva la pena.
notanegativadell'ultimora:la macchinetta del caffè mi ha fottuto ben dieci centesimi. brutta...in ospedale non si fa.
notabene:mai più caffè negli ospedali. fottono. March 02 ore ventuno e diecicruciverba molto cattolico. seguenti soluzioni:sepolcro, pietra dello scandalo, profeta isaia, la città di abramo. eh.
cazzo, in posti come questo il tempo non esiste. sono solo le nove e mi sembra che sia tardissimo, qui sono le due di notte. qui c'è il fuso orario.
mi adeguo, col passare dei minuti, al ritmo lento e moribondo del reparto. voce in lontananza di uomo che urla nel sonno, avrà paura di qualcosa. magari ha tossito due volte e si sente già morto. come dargli torto? qui ti sembra sempre di essere morto. non sei il solo fratello.
mi viene quasi voglia di chiudermi in bagno. urla troppo.
io non urlerei. non credo almeno. perchè urlare? fa meno paura? magari chiama sua moglie. può darsi.
ci sta un caffè, anche se non mi piace. ventitrè febbraio duemilaeottoieri sera le ho stretto la mano. sono convinta che mi abbia detto ho paura. eppure potrei essermelo immaginato. forse sono io che ho paura. |
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