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    April 30

    lelelelelele

     
    "Lele Mora dichiara: dopo Vallettopoli volevo uccidermi".
    Io dopo aver letto questo titolo.
    Può lo stato in cui vivo permettere che un simile scarto umano abbia non solo la facoltà di presentarsi ad un giornale (la qualità del quotidiano, poi, è invidiabile: Chi) ma anche di mettersi a frignare sui suoi clamorosi errori? Se l'obiettivo è: far pena, far piangere, far audience, convincerci che lui è una pedina, convincere i giudici che lui è una pedina, trombare ancora qualche valletta allora la risposta, indistintamente, è VAI-A-MORIRE-AMMAZZATO.
    Nel caso in cui, invece, il povero Lele abbia commosso i vostri pomeriggi mentre eravate chini sulla tivvù a guardare Verissimo (pari a Novella 2000 e Studio Aperto in quanto quoziente intellettivo: 15 persone su un divano e nessuna che abbia mai sentito parlare di LAVORO) allora la questione si fa più seria. Fatevi curare. Davvero. Questa sottospecie di ameba senza un briciolo di dignità - e torna questa parola nei miei post, evidentemente perchè nessuna delle persone che cito l'ha mai avuta - possiede ville in Costa Smeralda (ripeto. Costa Smeralda. Ha rubato sì e no 12 milioni di euro ma ha ancora una villa in un paradiso terrestre che forse il 60 % degli italiani vedranno su Geo & Geo, se sono a casa quel giorno), ha una discoteca NON DISTANTE DA DOVE ABITO e quulcuno si permette anche di frequentarla (per questi soggetti una sola parola: mezzeseghe), si lamenta per il processo e i soldi che sta usando per difendersi. ah. quindi ti difendi. Hai la faccia tosta di pagare qualcuno per farti dare della vittima. Beh.
     
    <la tv pubblica poi mi ha chiuso tutte le porte facendomi passare come un bandito di prima categoria>
     
    io non sono nessuno. ma mi consola il fatto di non essere te.
     
    Popolo dite: "fottitiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii".
    Click! Fatto. Siete usciti tutti benissimo.
     

     
     
    April 29

    Pensiero strafatto

     

    Ero sdraiata sul letto e trovavo molto interessante il soffitto. Verde, in camera mia le pareti sono verdi. Non ho la più pallida idea del perché se bivacco in una vasca da bagno o mi slancio su un piumone la mia mente innesca riflessioni ma intanto lo fa. Citando Clara “anche io PENSO, gravissimo al giorno d’oggi”.

    Stavolta ho seriamente proiettato me stessa in un’altra vita. Chi ero? Non c’era una vasta gamma di personaggi ieri notte quindi potevo scegliere tra una squinternata sessantottina che avrebbe fatto carriera come gattara o una musicista filo-tossica. Ho preferito la seconda e sappiate fin da subito che state leggendo righe scritte dalla reincarnazione di Janis Joplin. Che poi sarei io.

    Sentivo tra me e me che Woodstock mi avrebbe dato qualcosa. Un legame sottile, la sua morte per la mia vita anni dopo. Ehi sorella, non serviva. E spingendomi, giacchèc’ero, oltre i confini della salute mentale ho pure considerato l’ipotesi di essere Amy Winehouse. È viva, direte voi. Ma è ancora viva, dico io. La tormentata esistenza alla Kate Moss non farà altro che avvicinarla al mio spirito jopliniano e insieme comporremo un pezzo black-soul-punk-rock con punte reggae che sfonderà le classifiche e abbraccerà i cuori di ogni popolo. L’Africa non chiederà più cibo, ma il nostro album. Berlusconi non vorrà più il potere, ma ascoltarci. Ratzinger non si crederà più Bonifacio VIII, ma ci inviterà a istruire il coro di San Pietro sulla scia di Sister Act. Io sarei suor Maria Claretta, s’intende. Claretta JoplinHouse.

    E poi, diciamocelo, Rehab ha rotto i coglioni.

    Avevo accarezzato l’idea di essere anche Lou Reed – per via dei Ray-Ban che ci rendono così affini- ma mi preferisco donna e rendere Lou Reed transgender non mi pareva il caso.

    “That's the story of my life That's the difference between wrong and right But, Billy said, Both those words are dead That's the story of my life”

    Praticamente ieri notte ho avuto un “sixties trip” senza essermi fatta altro che succo d’ananas, pizza formato family e puntate arretrate dei Cesaroni.

    Poco male.

    La prossima volta potrei anche dormire.
     

    Crisis

     

    Stai a vedere che la mia crisi “blogghiga” è dovuta a Mastella? Il solo vederlo mi provoca gli spasmi…

     

    * Metro di marzo: “la mozzarella di bufala? Tutto un complotto contro il mio lavoro”.

     

    Intanto sarebbe da verificare quale lavoro, ma, inoltre, se uniamo quest’affermazione alle altre colossali boiate proclamate dall’ex ministro ne risulta una piacevole piece riconducibile a Zelig Off.

     

    * La Giustizia è sbagliata. Io ne sono il ministro ma questo non c’entra. Il Jet che ho usato tempo fa è storia vecchia, poi Schumacher non aveva vinto per cui è una pagina drammatica della mia vita. Occupiamoci di cose serie. Tipo le mozzarelle di bufala. Certamente è un complotto contro il mio lavoro e la mia dignità.

     

    Si noti che l’ex ministro non è mai arrivato alla lettera D dello Zanichelli essendosi fermato alla A di “arraffare”, ma, una sera, guardando “Amici” e avendo sentito la parola dignità, decise che buttarla a caso nelle conversazioni con Vespa e Mentana – che da quando ci sono piddì e piddìelle non lo cagano manco più – sarebbe stato intelligente. Pensieri forti.

    Ma va bene così. In televisione la mafia è inserita tra quei segaioli del Grande Fratello e quelle mezze tacche di governanti che avremo e abbiamo avuto.

    Air France, Alitalia, spazzatura. Un immaginifico cumulo di bla e bleah.

    Non posso neanche prendermela troppo con Mastella.Il “nuovo” presidente chiama eroi chi accarezza la lupara.

    April 22

    tagliaCORTO

    Scènes de Lit ( Francia, 1997, durata: 25')

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    O' famo strano?
    I corti di Ozon: modello di sessualità ambigua, cambi d'umore, giochi erotici. A cominciare dalle "scene di letto" costituite da sette cortometraggi in cui una prostituta che canta la Marsigliese mentre si occupa di un giovanotto inesperto apre le danze. E fin qui. Cinquanta, massimo sessanta secondi per lasciare interdetto chi guarda. Chicche simili vanno davvero cercate nelle polverose cinemateque. Non solo inni nazionali e fellatio, ma educazione sentimentale di due vergini (uno non è mai stato con le donne, l'altro mai con gli uomini), il conto alla rovescia che a 69 s'interrompe - guarda caso - e qualche bacio qui e là. Nel '97 poteva essere interessante, ma la generazione Sex and the City ha visto di più e la promiscuità sessuale è il cavallo di battaglia di qualsiasi reality sciò che si rispetti. Una risatina sommessa e sincera comunque si può fare. E poi, qualcosa di nuovo c'è.

    Un lever de rideau (Francia, 2006, durata: 30')

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    A Parigi c'è Louis Garrel (Cuore rosso). Aspetta da quarantacinque minuti Rosette, perennemente in ritardo. Ora è finita. Se entro le 17.45 non sarà arrivata verrà messa la parola fin alla loro dolce storia d'amore. Rosette suona alla porta, inutili baci e carezze. In otto mesi, dacchè si conoscono, lei gli ha fatto perdere interminabili ore in attesa di una puntualità che non esiste. Incredibilmente poetico, questo corto rappresenta il limite della pazienza e l'infinitezza del sentimento, nelle sue stranezze, nei suoi giochi di prestigio senza senso quando arriva il mattino. Accompagnati dalla coscienza parlante di Mathieu Amarilc.

     
    April 21

    Piccioni, non sapete a cosa andate incontro.

     
    Non lo faccio apposta ad essere in stazione a Desenzano tutte le volte che mi viene voglia di scrivere. Che sarà mai a darmi tanta ispirazione? Qual è la mia Musa? Il Regionale 2158 o lo scaccolatore folle che nel duemilaotto ancora non sa obliterare il biglietto?
    Splende il sole. Ho appena scoperto che starò a Verona inutilmente fino alle sei di sera perchè hanno spostato l'intervista alla Gerini a quell'ora. Guardiamo l'orologio: è una quarto all'una. Urge trovare qualcosa da fare. E' anche sabato quindi l'università è chiusa. Non vuota, chiusa. Io dove sto fino a stasera? Devo decidere se gradisco più il marciapiede che costeggia il parcheggio dell'Arena o se preferisco la più comoda e pratica scalinata del municipio.
     
    Due ore dopo.
    Non passa più il tempo. Ho speso ben due euri e rotti per avere un diversivo fino alle sei cioè un giornale. L'Espresso, per essere precisi. Un pò di sana discussione su "come fare per eliminare berlusconi" e "quanti immigrati ucciderà bossi?" potrebbe giovarmi. E' anche una giornata bellissima, un sole caldo e una venticello fresco che hanno convinto qualsiasi turista tedesco inglese giappa a venire a fotografare il balcone di Giulietta. Che c'avrà mai quel balcone...non lo dico perchè sono abituata a vederlo. Insomma. anche l'Arena la vedo continuamente ma è bella, davvero. Quel pezzo di calcinaccio mezzo ricostruito non ha mai sostenuto il passo leggero dell'eroina di Shakespeare, ergo basta mettere una targhetta per rubare soldi. Spero che cose come il Colosseo, la Tour Eiffel e Disneyland non siano finti, potrei restarne traumatizzata.
    Un tizio è passato e mi ha salutato. Confido nell'eloquenza della mia espressione cazzo-vuoi-sconosciuto. Non sono per l'amore e la fratellanza, mi dispiace, non voglio salutare tutti nè condividere i miei sentimenti. Poi ho cinque piccioni che piccionano attorno alla panchina dove mi sono sciallaleròllà sdraiata. Piccioni killer. Li immagino mentre mi attaccano e beccano lasciandomi in una pozza di sangue perchè non li ho dato il mais in Piazza San Marco due anni fa, durante una gita. Da quel giorno questi volatili mi guardano in modo starno, sanno che sono io la ragazzina avara che non voleva gettare cinque euro in mezzo a Venezia.
     
    Come posso fare? Dovrò nascondermi, creare un'dentità segreta...diventare Eva Kant: bionda, bella, silenziosa.
     

     
     
     
    April 17

    la prima volta...fa paura


    tra mezz'ora intervisterò John Boorman.
    buttarsi da un parapendio, ecco, la sensazione è quella.
    April 16

    Anyone Else But You

     
    You're a part time lover and a full time friend
    The monkey on you're back is the latest trend
    I don't see what anyone can see, in anyone else
    But you

    Here is the church and here is the steeple
    We sure are cute for two ugly people
    I don't see what anyone can see, in anyone else
    But you

    We both have shiny happy fits of rage
    You want more fans, I want more stage
    I don't see what anyone can see, in anyone else
    But you


    You are always trying to keep it real
    I'm in love with how you feel
    I don't see what anyone can see, in anyone else
    But you

    I kiss you on the brain in the shadow of a train
    I kiss you all starry eyed, my body's swinging from side to side
    I don't see what anyone can see, in anyone else
    But you

    The pebbles forgive me, the trees forgive me
    So why can't, you forgive me?
    I don't see what anyone can see, in anyone else
    But you

    Du dududu dududu du dududu
    Du dududu dududu du dududu
    I don't see what anypne can see, in anyone else
    But you

    Juno

     

    Le storie cominciano con particolari assurdi, dialoghi tremendi e attimi più o meno inutili, che difficilmente ricorderemo. Juno inizia la sua con una poltrona, di quelle smangiucchiate ai bordi, sgangherate e disfatte dal peso degli acari e dalla polvere, velluto marrone e molle arrugginite incluse. La prima volta, che dovrebbe essere quel giorno strano e curioso, invece si rivela una scelta annoiata per evitare di perdere altro tempo di fronte alla tivvì. "C'era Blair Witch Project", ma Juno e il suo migliore amico (apoteosi dello sfigato adolescente: calzoncini inguardabili, gambette secche, espressione poco sveglia) lasciano spento il televisore e provano. Saranno sessualmente attivi? Evidentemente sì se lei rimane incinta. Tre test di gravidanza e tutti, uno dopo l'altro, dimostrano come la riproduzione funzioni anche tra sedicenni. Eccellente commedia che si allaccia al genere "Little Miss Sunshine" e utilizza dialoghi portentosi per imprimere nel cuore dello spettatore la delicatezza dell'argomento "maternità scomoda". Juno (Ellen Page) è tra le migliori protagoniste cinematografiche che potete incontrare sullo schermo: tranquilla, con quella punta di cinismo che non fa mai male, ironica e sottile. Una ragazzina, sì, ma incredibilmente carismatica. Mentre lo guardavo pensavo che una tipetta così sarebbe stata un'amica spassosa e ingenua che gironzola per le strade americane con una granita blu in mano e straparla senza annoiarti mai, mettendoti in imbarazzo con totale semplicità. Uno stile diverso, il suo, un misto di punk-rock e hippies del nuovo millennio. All Stars, camiciotte a quadri, felpe colorate, chitarra, telefono hamburgher. Come si fa a non sorriderle? E' una persona a sè, simile a tante ma nuova, originale, pura. E così se ne vedono poche nella realtà, sono piccole gemme preziose da custodire per imparare a prendere il lato buono della vita. La gravidanza indesiderata, comunque, finirà per diventare dono gradito ad una donna che non può averne (Jennifer Garner, signora Affleck Ben e fantastica Alias della spy-serie tv) e Juno imparerà che l'amore può esistere, in qualche modo.
    "I kiss you on the brain in the shadow of a train I kiss you all starry eyed, my body's swinging from side to side I don't see what anyone can see, in anyone else But you".
    Godetene più che potete, dura solo 90 minuti.

     

     
    April 15

    Deludent

     
    Ho votato per la prima volta e già rientro nella categoria "perdenti", quindi chissà che ricca prospettiva ho davanti.
     
     
    April 12

    Quei giorni...

     
    Quei giorni in cui tua madre:"facciamo il risotto oggi!!!", il tuo piatto preferito, e aprendo la credenza "ah, no, non ce l'abbiamo. facciamo la frittata", il piatto che più odi al mondo.
    Quei giorni in cui ti chiamano per fare la scrutatrice alle elezioni e tu hai 39 di febbre.
    Quei giorni in cui il dottore ti dice che non puoi toccare più nulla che dia gioia alla tua vita: i dolci. E la gente passa in bici divorando gelati da 5 palline.
    Quei giorni in cui incontri l'uomo della tua vita e gli starnutisci addosso. Lì capisci che l'amore non è cieco nè sordo nè altro.
    Insomma. Che periodo di merda.
     
     

     

    (l'immagine è vomitevole, me ne rendo conto)

    April 01

    Les Follies

     
    Qualcuno potrebbe pensare che io ce l'abbia con Myspace. Nevvero. Non potresti sbagliarti di più, caro lettore casuale. Io non odio Myspace, mal sopporto la sua poca originalità e il vuoto contenutistico dei suoi blog. C'è dappertutto, lo so. Ma in Myspace particolarmente grazie al fatto che puoi sbirciare personaggi famosi e sentirti online con loro.. L'ultimo esempio lampante è lo spazio dedicato a Jeff Buckley, il mio Jeff, in cui c'è gente che scrive come commento: grazie per l'aggiunta! mi piace la tua musica!
    Erg, nota della direzione: Jeff è morto, nel 1997, quindi ringraziarlo via internet per l'add a Myspace è stupido. Chi ti ha aggiunto al sito sarà stato qualche informatico statunitense e se c'è un Paradiso di certo non si cura di internet.
    Altri, i più svegli, scrivono addrittura: "ehi come va?" oppure "buon natale, buone feste, buon giorno di S.Patrizio".
    Allora. Per la prima domanda direi -sono annegato nel Mississipi. Tu come ti senti? mentre per la seconda ho qualche difficoltà. Che ne dite di piantarla con i commenti copia e incolla e gli add? Perchè io dovrei scrivere a Jeff Buckley un commento con "come stai?". Ma...E' mortooooooooooooooo.
    Mmm. La cosa buona è che su Myspace puoi scrivere davvero a chiunque...Infatti ho chiesto a John Lennon se ha scritto qualcosa di nuovo, è da un pò che non lo si sente.

    Can't stop now - Keane

     
    I noticed tonight that the world has been turning
    While I've been stuck here dithering around
    Well I know I said I'd wait around till you need me
    But I have to go, I hate to let you down
    But I can't stop now
    I've got troubles of my own
    Cause I'm short on time
    I'm lonely
    And I'm too tired to talk

    I noticed tonight that the world has been turning
    While I've been stuck here withering away
    Well I know I said I wouldn't leave you behind
    But I have to go, it breaks my heart to say

    That I can't stop now
    I've got troubles of my own
    Cause I'm short on time
    I'm lonely
    And I'm too tired to talk


    No one back home
    I've got troubles of my own
    And I can't slow down
    For no one in town
    And I can't stop now

    And I can't slow down
    For no one in town
    And I can't stop now
    For no one

    Emotion keeps my heart on me