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April 26 The power of love (a short tale for Schermi D’Amore 2009) n°5“Tina, dicci come l'hai conosciuto, il nonno” le diceva battendo il pugno sul tavolo e facendomi l'occhiolino. La nonna, di spalle a impastar dolci, quasi la sentivo sorridere. “Ehhh pulivo le case dei signori ricchi e lui, con la sua valigetta maròn, si fermava sempre a interrogrami di certe cose malandrine che non capivo. -Tina – diceva – ma che ne pensa lei di questo,di quello, di quest'altro-. Finchè una buona volta lo guardai, misi via le mie pezze e replicai -Via! Se le piace tanto che si parli tra noi m'inviti a cena-. Quel pazzo mi sposa, invece. Così la si chiacchera sempre, penso io”. E il nonno lo vedo, in qualche giorno di malinconia, ridere innamorato ogni volta che la raccontava, questa storia.
April 21 (S)comparse irresponsabiliCerte volte vuoi come scomparire. Non scappare di casa, morire o che so io, ma proprio svanire in una nuvola di fumo. Alla maniera di quei prestigiatori che puf! un minuto prima sono di fronte a te, giocherellano con carte e conigli, e in un batter di ciglia non sapresti dire dove sono. Scomparsi. E grossomodo è questo che penso io, così vorrei andar via. Come la polvere sotto il tappeto o le ombre della strada che si proiettano in camera. Non essere niente di veramente invisibile, esserci, ok, ma che nessuno mi noti. Sarà colpa delle responsabilità, degli impegni, bah. Parole che mi innervosiscono, sinceramente. Le strapperei dal dizionario, o dal mio cervello potendo. In assenza di queste cose si starebbe meglio, ne sono certo maledizione. Insomma, a me pare una buona idea. Evitare addii che deprimono, spesso, e lasciar poche frignate dietro di sé. Voglio dire, gli amici verrebbero prontamente avvisati della cosa, che poi ridano è altra questione. I miei genitori, quelli…beh quelli si arrangino. Niente contro di loro, per carità, ma non capiscono mai. Hanno sempre la convinzione di sapere tutto e di aver vissuto abbastanza per dispensare perle di saggezza, ma concretamente non sanno quasi mai un cazzo. Vivono alla cieca come noi tutti, solo lo fanno da più tempo - e non è che sia proprio una cosa di cui andare fieri. Ci sarebbe poco da organizzare. Anzi, niente. Tu sei lì che blateri qualche sciocchezza con un compare e appena ti accorgi che ti stai dileguando, saluti un attimo prima di fare quel leggero sbuffo vaporoso, puf!. Insomma, perlomeno te ne dovresti accorgere un momento altrimenti può essere una gran fregatura. Sei magari intento a fare la tua sana pomiciata e sparisci di botto. Come niente, se torni, quella non ti vuole più sentire. Ecco, non creare problemi, non so se mi spiego. Perché puoi averne a male di essere sempre non-visibile, puoi voler tornare. Dopotutto anche esser visti, avere persone che ti rivolgono la parola, mostrarsi…beh, dico, non è malaccio. April 19 The power of love (a short tale for Schermi D’Amore 2009) n°4Sto sempre alla stazione. Passa un treno, poi un altro, poi ancora due tre quattro e io non ci salgo su, io li guardo e li colleziono, sì, scatto una foto ad ognuno di quelli che vanno. E chissà come, si vede che è fortuna, c’è sempre una ragazzetta diversa al finestrino, bambine donne giovani vecchie bionde more rosse sensuali bruttedaspavento. Ogni volta diverse. Sarà che son così, le donne, che cambiano ogni minuto. Ma le amo, sempre. E sarà che son così gli uomini, che le amano senza conoscerle mai.
April 16 The power of love (a short tale for Schermi D’Amore 2009) n°3
Cara Rosi, non c’eri. Ho aspettato per due ore, forse erano anche tre ma l’emozione ha distorto la mia percezione del tempo. Ho provato a chiedere di te a tuo fratello, ogni tanto lo vedevo dopo il lavoro, ma diceva che eri uscita già da un po’, che eri bellissima e profumata e, t’immagino, con la gonna a fiori che mi avevi promesso di mettere. Non sei più arrivata, dove ci eravamo detti, non sei più passata, negli anni successivi, a raccogliere i fiori che avevo comprato per te. Allora oggi ti scrivo perché di aspettarti non c’ho più voglia, mi sento vecchio stanco e sorrido poco. Ma ricordo ancora che ti amavo e, magari non l’avevi capito, quel giorno volevo sposarti.
April 15 The power of love (a short tale for Schermi D’Amore 2009) n°2Nel traffico, con la mamma che fissava un punto all’orizzonte oltre la coda, stretti stretti in una lunga fila strombazzante. “Quando siamo a casa?” “Presto, presto” sbuffa. Piove, anche. E fu lì che una debole manina rosa scrisse sul vetro appannato della macchina di fronte qualcosa di indefinito. C’era una bambina che contava le gocce di pioggia, li sorrideva, ne era ammaliata. La guardavo, mi batteva il cuore, volevo essere con lei a ridere del brutto tempo. “Mamma, io posso amare?” e lei rise. E non so perché, non so come si possa ridere di una cosa come l’amore.
April 08 The Power of Love (short tales) for Schermi D'AmoreLa vidi mentre comprava della frutta. Niente di sexy o di particolarmente affascinante.
Ma quelle sue mani nervose che toccavano mele, fragole o arance erano per i miei occhi una prelibatezza.
Seguivo le dita che sfioravano tutto e ad ogni leggera indecisione su cosa comprare io l’amavo ancora di più.
L’amavo come si ama la prima giornata di sole, il bacio di un bambino, il gelato all’amarena.
E come tutte queste cose, appena superato l’angolo, la dimenticai.
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