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May 30 Tadah.I'm a little balloon and I get puffed up
squeeze me and bend me it's never enough Put your lips around me, blow me up but if you prick me I will pop I'm a little balloon full and firm here is my aft and here is my stern Here's my lips and here's my hose put me down or I will burst If you prick me I will burst
Ballon by Lou Reed May 28 Francamente ce ne dovremmo infischiarePer quanto ancora durerà questa storia di Noemi?
So bene che paradossalmente aumento la notizia introducendomi nel parlatoio generale, cosicchè chiunque clicchi su Google Noemi, magari in cerca della cara amica delle elementari che solo su Facebook ritroverà, avrà modo di vedersi apparire quel nome OVUNQUE. ScazzoLibero compreso, che fa solo parte di un mucchio di blog che non si risparmieranno a commenti e discorsetti pro o contro la ragazza in questione. Che poi tanto diciottenne non mi pare. Signorina, mostri la carta d'identità. Io a diciottoanni non ero così, per niente. Oltre al biondo che mai ha toccato la mia capigliatura, non ci sono stati Premier a festeggiarmi nè ero alta un metroeottantacinque con sette abbondanti ettari di gambe liscissime. A me ricorda una venticinquenne ben messa.
Ma al di là di quanti anni ha, insomma, che palle. Ogni mese dell'anno è scandito da un diverso tipo di tormentone, maggio è quello di Berlusconi e la signorina X.
Pur volendo essere antiberlusconiani, io proprio non riesco a non pensare che "la sinistra" (molte molte molte virgolette) detta anche piddì stia esageratamente giocando su questa cazzata cosmica e privata invece che indignarsi su ben altro. O giocare pulito, andando a scardinare i maroni su tutte le varie porcate fatte (lodo Alfano in primis), anzichè dare del pedofilo (che se poi la ragazzetta è diciottenne è anche falso!) perchè si è stati invitati ad una festa. Ma mica Noemi è una qualsiasi, eh! Non ce l'ho invitato alla mia, di festa che uno poteva anche pensare a una qualche relazione. Noemina cara è figlia di qualcuno amico di qualcuno. Altrimenti Berlusconi non se la filava, sicuro.
Riassumerò questa caciara con un eloquente bah.
Berlusconi ha fatto, o ha fatto fare, un sacco di cose inguardabili democraticamente parlando (non è il solo, sia chiaro) e ci si impunta su questo invece che "Scusi Silvio, perchè lei è amico di mafiosi?".
May 25 Per provarmi che esisto, per scrivere ancora ho bisogno d’essere stampato
Caro Emilio, vi è in me una profonda amarezza dovuta, non lo nego, alla mancanza di quel migrare di campagna che tanto mi è caro. Purtroppo non vogliono accettare ch’io sia fatto come un passante che per la prima volta ammira il tutto e se ne stupisce. Io osservo, ammiro, cammino per la montagna ma ancora son detto matto. Se poi penso che quest’uomo, quale sono, sia un girovago poeta, allora eccoli già pronti a puntare il dito. Io tento di scrivere i languidi umori del mondo che mi circonda, loro me lo occludono. Nessuno si capacita che quel mirar fuori dalla finestra è lavoro. Amico mio, è a proposito di questo che N.1 scrisse “essere un grande artista non significa nulla:essere un puro artista, ecco ciò che importa” e quanto mi ci ritrovo non puoi saperlo. Nelle mie notti accade sovente di appoggiarmi a qualche lettura, quelle di N. e non solo, e m’accorgo che l’Arte è ben oltre ogni grezzo approdo umano. E’ uno stato in cui si trova l’anima2, è pizzicorio alle dita quand’anche non se ne intuisce l’importanza. Emilio, lo sai, ho penato non poco affinchè l’opera mia fosse un passo solitario3 su strade già da altri battute, ma sento che il fine è assai più elevato: la poesia è luce del mondo intero, è un’amante bella e calda che inebria coi suoi profumi. Io son dunque persuaso che tutto ciò sia Spirito, e può definirsi Eternità. Cammino, poveretto, nella notte fantasiosa4 e scrivo, sì, poiché altro ardore non possiedo. Capisci, Emilio caro, cosa voglio intendere? Chiunque tocchi l’Arte ha mani macchiate di perfezione e può far proprio l’agire umano, è capace di rendere bianche tele immagini appassionate, è in grado di pensare Amore e proiettarlo ai cuori di tanti che penderanno da labbra di rubino. Quel bacio tanto ardito tra Francesca e Paolo non fu forse un vigoroso sospiro comune a molti? Comprendi dunque, in questo mio frenetico parlarti, quali e quante sono le responsabilità che il messaggero dell’Arte, umile servo qual è, possiede? Ad ogni schiocco di dita ecco giungere risposta, seppur lontana nel tempo. Ogni accento spostato è cambiamento essenziale nel formarsi umano, ché ce lo dicono i Futuristi, lo avrai letto. Nulla, nell’arte, è a caso. Siamo dunque, noi ancelle di questa Chimera, ubriachi di letture e panorami barbari, non esistiamo se non siamo opere di qualsivoglia fattura. Amico mio, credo impossibile vivere senza la consapevolezza che ogni rigo di quaderno sia eredità sulle spalle dell’umanità tutta; che quell’ubriaco che canta amore alle persiane4 usi fantasie sue piuttosto che i dardi lanciati dal Petrarca. Emilio, è una sera fumosa d’estate5 e poiché sono un povero diavolo che scrive come sente, tu forse vorrai ascoltare.6 Ossequi, D.
1N. è il filosofo Nietzsche 2 Ardengo Soffici 3 “Batte Botte”, Canti Orfici, Dino Campana. 4 “La petite promenade du poete”, Canti Orfici 5 “L’invetriata”, Canti Orfici 6 Lettera VI di Campana a Prezzolini, 6 gennaio 1914
May 19 Piccolo programma elettorale da non sottovalutareIn quanto quasi ventunenne (sic!) disillusa dall'intero mondo politico fatto di partiti caotici, io, Clara R. nata in città abitante in paese, mi candido come Sindaco di tutte le Russie, presidente RAI-Mediaset-SkyTg24 e Magnifico Rettore di me stessa esponendo nell'immediato il mio personale programma elettorale di dubbia intelligenza ma di sicura serietà:
1) M'impegno sin d'ora a mandare liberamente a quel paese tutti coloro che mi annoiano, insistono, stressano e fanno i pignoli; altresì m'impegno a dire fate un pò come cazzo vi pare quando non mi si ascolta anche se interpellata.
2) Giuro solennemente che non prenderò a calci un immigrato facendolo cadere dal barcone ma tirerò sonore sberle a coloro il cui cognome inizia per be e finisce per rlusconi; altresì non disdegno l'uso di molotov sulle case di coloro che urlano "negri!" e poi hanno l'autista abbronzato.
3) Prometto con mano sul cuore che terrò il posto ai milanesi sulla metro, che con tutti 'sti stranieri si sa mai che restino in piedi, che le vesciche fanno male.
4)Assolvo i miei doveri di studente fin da subito, mandando minacce in prosa alla Gelmini e lanciando palline di carta ciucciata alla Moratti, che lei mi stava sulle palle già da un pò.
5) Infine, anche se vorrei continuare ma ho poi paura di non mantenere tutte le promesse, giuro e spergiuro che non festeggerò il Natale, dimenticherò le preghiere, dirò sì ad aborto-eutanasia-matrimoni gay-Harry Potter.
Carissimi, questo futuro è nelle mie mani quindi vedete di non sprecare voti utili A ME crocettando su vari piddì, piddìelle, piccì diccì, aenne.
E sui cartelloni metterò un paio di tette, così felici tutti (è provato che il 63, 8 % degli elettori è allupato, il restante fa lo gnorri perchè c'ha moglie).
Nota Bene: Se non dovesse funzionare rinuncerò PER SEMPRE alla politica e mi ritirerò alle Bahamas con soldi pubblici per vivere di sole, mare e rhum.
Sempre vostra fedelissima.
-per un domani e un dopodomani e un giovedì un pò meglio-
ps. alla festa per la vittoria suonerà Mariottide feat. Justin Timberlake. Bevande escluse. Preservativi gratis.
DECISO IL NOME DEL PARTITO: TO.P.A. -----------> Troppo Oneste Per Arrendersi (by Paola) May 13 Macchè GoduriaMio Caro,
mi chiedo, da un pò, per quale motivo tutti - dall'amico allo sconosciuto - possono goderti, e io no. La mia presenza fumosa si limita ad essere sempre troppo poca, sempre di sfuggita, col treno in partenza che fa scadere il tempo come un parchimetro. Apparentemente sembra qualcosa di male organizzato, di orari improbabili, impegni e una libertà che, realmente, non esiste. Eppure io sono a casa. O a prendere appunti gesticolando nei pensieri che mi attraversano.
Ti vivono più di me. Non dico con la stessa intensità, certo, ma concretamente io non ci sono mai. Io scappo via con un biglietto in mano e il portafoglio più leggero. Una scatolina di ricordi perfetti, ma che non basteranno altre settimane. Diveranno, quasi, cose. Pillole per la memoria.
Ti assaporano ogni giorno. Ti vedono attraversare le strisce pedonali, portare fuori il cane, parcheggiare in divieto di sosta mentre io sono per la maggior parte delle ore uno schermo, un telefono, una porta, una lettera, una foto, una proiezione di me stessa.
Quanto vorrei essere semplicemente presente. Come amica, amante, altro...
E non dire più: vorrei ma...
Ciao.
C.
May 12 The power of love (a short tale for Schermi D'Amore 2009) n°6Dove vanno a finire le foto di chi ci ha lasciato? Degli ex, insomma. Sono belle, spesso, piene di sorrisi e quei buffetti d'amore che mancano, in certe giornate plumbee. Quando piove, per esempio, un'immagine simile mi ridarebbe calore. Mi chiedo che fine fanno quegli scatti a cui abbiamo voluto tanto bene, che custodiamo gelosi finchè non svaniscono. Erano nel cassetto, e ora non so più dove si sono cacciati. Mi consolavano, un pò. Ho paura, poi, di non ripescarle più dal fondo dei ricordi e così, beh, mi passa di mente che sei esistito. Il volto si fa vapore, il corpo ombra, la voce vuoto. Alla fine, rovistando in me, penso d'averti amato ma non so più quando e perchè.
May 06 Estati (d') amareIo mi ricordo/quattro ragazzi con la chitarra/e un pianoforte sulla spalla... Piacerebbe anche a me ricordare una cosa simile. Invece in questo periodo penso maggiormente a qualche pseudo-trauma infantile. Un giorno d'estate, ad esempio, ero al mare con mia nonna, sdraio lettini e ombrelloni blu scuro, "Lido Gargano" mi pare. Sabbia rosa corallo, vento, odor di acqua salata e olio abbronzante. "Toh, prenditi un gelato" mi dice la nonna dandomi due banconote da mille lire (come costava poco, qualche tempo fa...) e io, col costumino che ondeggia e gli zoccoletti rosso brillante, m'incammino verso il bar, sotto una pensilina. Che poi i nonni affittavano sempre il posto in prima fila, dove c'è sempre fresco e non ti scotti i piedi. Invece per arrivare in fondo alla spiaggia era devastante. Sudavi ad ogni passo, i granelli di sabbia erano roventi e l'aria si faceva più pesante e bollente. "Un cornetto peppiacere" - "Ti posso dare solo un ghiacciolo. Che gusto?" - "Limone". Confusa tornavo al mio posto. "E il gelato?" - "Ha detto che non potevo" - "Ma con duemila lire! Andiamo!". Avevo una nonna molto autoritaria. Mi trascinava verso il baretto dove una ragazza con i capelli raccolti in una coda, poveretta, non sapeva con chi aveva a che fare. "Ma scusi, la bambina voleva il gelato" e intanto succhiavo il ghiacciolo. "Eh ma sua nipote aveva solo mille lire!" - "Come?! Hai perso mille lire?" rivolta a me. Credo di assumere ancora quello sguardo ebete quando non so che ho combinato. Fatto sta che tornai afflitta al mio lettino, aspettando per due ore buone a fare il bagno "che poi ti vengono i crampi e mica puoi nuotare e sai quanti muoiono così?". Quelle mille lire chissà chi le ha trovate... May 03 Le cose rubate e un pò inutili che fan sempre comodoNon ho mai avuto una cantina e ho sempre desiderato con ardore una di quelle belle soffitte con bauli polverosi, foto di migranti e occhiali rotti. Per compensare questa mia primordiale voglia di antiquariato, di archeologia fai-da-te, ho messo le mani in casa del nonno. Li avete presenti quelli appartamenti con muri ricoperti di mobilia legnosa, ceramiche orribili e immagini di noi nipotini grassocci e pelati? Fa un pò tenerezza, in fondo, entrare in questi luoghi che, quando siamo piccoli, hanno qualcosa di molto molto simile al sacro. Dei templi che profumano di torta di mele. E' dunque lì che ho potuto dare sfogo al mio io fanciullesco. Apri qua, spalanca là, svuota e rovista. Il mio granpa, evidentemente, ha fiuto per le cianfrusaglie. Oltre a una conchiglia blu di provenienza ignota, ho scoperto torce non funzionanti, ben cinque dame da viaggio, un pacchetto di pile mummificate, diciotto servizi da frutta (sapevate che esistevano?) con forchettine incluse (per mangiare le pere?!), tre tazzine sbeccate di cui una alquanto pornografica - c'è stampato una signora sui cinquanta che dice "bevimi tutta", un set di stoviglie a quadri (!), una pantofola, un ragno morto nella Grande Guerra e l'altra pantofola. In realtà molte cose ancora avrei da elencare, ma vi basti sapere che ho "preso in prestito" qualcosina di utile in svariate occasioni come ad esempio una delle dame da viaggio che, voglio dire, se mai dovessi fare tutta la Salerno-Reggio Calabria in auto fa sempre comodo. Oppure una delle torce che va ad intermittenza -spenta.accesa.spenta di nuovo. cazzo accenditi. accesa. oh bene si è accesa. spenta-, particolarmente scenica in qualche Halloween dove di certo diventerei la più figa. Morale della storia: i nonni sono vintage. May 01 Memorie di un libro.Libera campagna pro-carta stampata
Su cosa studieremo tra trent'anni? Il Corriere Della Sera esisterà ancora? E i libri, quelle pagine ruvide che molti di noi amano sfogliare, che saranno? Come ogni cosa ultimamente, anche l'editoria presenta una vistosissima macchia nel suo beneamato curriculum vitae: il calo di vendite, il disinteresse generalizzato verso opere di saggistica e narrativa, l'avvampare del tecnologico in sostituzione del cartaceo hanno dato da pensare. Non è che non si legga più, ma giornali e libri sanno di vecchio. E Giovanni De Mauro, direttore de L'Internazionale, concretizza la questione. “I giornalisti non hanno mai avuto tanti lettori come oggi. Grazie a internet i loro articoli raggiungono un numero enorme di persone. Il New York Times vende meno di un milione di copie, ma online ha più di 20 milioni di visitatori”. Il giro del mondo in ottanta secondi è dunque possibile e un povero mogio tristo quotidiano deve faticare parecchio per stare al passo con il più banale dei blog che, quasi sempre, crea un passaparola (dis)informativo troppo potente da cancellare con qualche editoriale. Tutto ciò vuol dire, in sostanza, che, fatti un po' di calcoli, tempo venti-trent'anni e la carta non sarà più il supporto prediletto. Qualche vantaggio c'è, dopotutto: più alberi in Amazzonia, niente più pagine da 25x30 m, che per leggere il Corriere serve una laurea, fine delle biblioteche piene di personaggi in cerca di volumi mai sentiti prima. Eppure come si può leggere La Divina Commedia su Wikipedia o fare copiaincolla di una poesia di Shakespeare? Leggere è un atto fisico. Bisogna toccare, assaporare, annusare persino ciò che abbiamo tra le mani. Vedere che il foglio ti si macchia d'inchiostro e non c'è il pulsante CANC. Uno schermo a cristalli liquidi non ha quel fascino biricchino di una copertina colorata, con le scritte in rilievo, con il suo languido sommario ammiccante. Ogni cosa col progresso, come è giusto, ha visto cambiare il suo punto di riferimento: la pellicola diventata un dvd (ahimè, non ha vita poi così longeva neanche lui, un graffio e via!), il disco, con quel suo gratgrat di fondo, una sequenza di mp3 scaricabili, il mio stesso articolo su una chiavetta usb. D'altro canto mi porta a riflettere anche l'editorialista del già citato Corriere, Sartori, quando, ospite di Fazio, balbetta “ora c'è quella nuova invenzione. La...la...quella macchinetta infernale...” riferendosi ad un portatile con il web a portata di mano. La media dei lettori su carta, quindi, ha circa ottant'anni? Compra in edicola le notizie perchè trema al sentire le parole floppy/hardware/photoshop? Mi sembra una considerazione fin troppo semplicistica. Semmai la verità è un'altra, anzi, ben tre: internet è velocità, un click e non servono ore a caccia di opere tra scaffali semiabbandonati. E' libertà, in una forma pura e ingannatoria insieme poiché puoi sapere tutto e niente allo stesso tempo ed, infine, è spazio. Nessun limite, neppure un numero di battute da cui dipendere, scrivere dove come quando vuoi. Ed essere letto e commentato in tempo reale, of course. Concludo citando nuovamente De Mauro quando afferma che “c'era un tempo in cui per comunicare con gli altri facevamo disegni nelle grotte. Qualcuno ne sente la mancanza?”. Francamente no. Ma sarò una passatista, una nostalgica anche, una-vecchia-dentro ma ho imparato a leggere su un libro, e non mi va tanto di tradirlo.
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