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June 25 TuentiuanNe arrivano ventuno.
Non che cambi qualcosa
(qualcuno mi ha detto che sì, è diverso. vedremo),
però ogni tanto è carino ricordarsi,
specialmente se compi circa vent'anni e non sessantasette,
che stai diventando un ometto.
O un'ometta, nel mio caso.
Resterò io, certo, ma ne ho uno in più.
E poi tra un pò ventidue, ventitrè e poi a seguire...
se tutto va bene, certo.
Ma dai. Ho scoperto che il tempo scorre e invecchia.
Maddai... June 23 FelpaI stole my sister's boyfriend.
It was all whirlwind, heat, and flash
within a week we killed my parents
and hit the road.
![]() June 18 Cara F......intanto che sono fermo qui, che aspetto un pò di risposte, guardo.
Posso arrivare con l'occhio a cogliere solo fino a quel palazzo, quello verde marcio e appoggiato inverosimilmente al cielo, però mi consola pensare che, dopotutto, vedo anche te, t'immagino insomma, sdraiata a leggere il libro che ti ho prestato. Non lo riavrò mai indietro, quel lbro. Fa niente, non sono quelle pagine ammassate in una copertina rigida che rivorrei.
E' lacerante l'afa che mi circonda, che appiattisce le immagini di felicità attorno, perchè, cristo, qualcuno sarà pure contento e farà l'amore in una camera disordinata.
Mi sono perso due o tre autobus nel frattempo che cercavo con lo sguardo una via d'uscita, un'insegna luminosa al neon che segnalasse la strada buona per non imprigionarmi in questa città, da solo.
"Torna da me". Povero Robbie avresti detto. E povero me, che sono in una trincea sentimentale dove aspettare aspettare, maledizione, aspettare è tutto ciò che posso contro di te?
Ho una coppia seduta al mio fianco, lei in braccio a lui. E una vecchia che mi pare giapponese di fronte, che ogni tanto si chiederà perchè siamo così stronzi da non farla sedere. In altri momenti avrei sperato fossimo noi quei fidanzati, io, col mio viso lungo e gli occhi assonnati, e Tu. Un sorriso, magari, mi sfuggiva anche. Oggi no, mi concentro con foga sulla vecchia, sul suo esistere, "da dove viene?", mi verrebbe quasi da conversarci. E' colpa tua, senza se e senza ma. Mi hai fottutamente rapinato di vita, di serenità, di parole.
C'è voglia di sigarette e birra, così, tanto per dare un tono amaro e rock al sapore zuccherino che mi hai fatto gustare finora. Ci sarebbe anche il quarto bus, quello che magari mi riporta a casa invece che lasciarmi davanti al tuo grattacielo azzurrognolo, là in fondo, con la tua finestra che posso quasi toccare col pensiero, dopo tre mesi che sfioro solo carta straccia.
Non so se è da maniaci, mi pare di no perchè aspetto e basta, mica mi muovo o urlo il tuo nome, che forse così a quella finestra ti affacceresti.
"Torna da me. Ti aspetterò".
Illuso. Illuso.
AmarenaStracciatella e CremaHo carenza di gelato.
June 16 CityHo bisogno di città.
Datemi un pò di smog, rumore di clacson, negozi aperti, parchi con vocine soffuse, piccioni, un bar che non contenga tutti i tuoi parenti-vicinidicasa-semiconoscenti-fratellidiamici. Datemi più di una strada, che ci passi su almeno un'auto, che ci passi su qualche bicicletta e un motorino. Datemi l'ombra dei palazzi, le goccioline di sudore su chi lavora in giacca e cravatta, qualche ambulanza che suona lontana e il pensiero vaga su chi sarà morto oggi. Datemi gruppi di persone alla metro, di fretta anche senza motivo, e qualche studente che ripassa sotto un albero, su una panchina.
Ho bisogno di vita. Fittizia e distante. Non mia. June 15 Pensieri in lavatriceSono appoggiata alla lavatrice, una bianco lucente REX che centrifuga le mie mutande nere e rosa shocking (di Barbie). Sottofondo musicale: qualcosa con sky e desert...non meglio definito comunque.
Mi capita di pensare ai colori, all'inverno finito, terribile e gelato; al pennarello rosso che dimentico sempre aperto e prima o poi sarà da buttare. Alle rose bianche e ai papaveri rossi.
La pubblicità della radio chiede se ho mai fatto bum bum sul pavimento.
Non tarda ad arrivare nella mia testa una risposta, un sorriso e lascio correre. June 10 Dalla parte di LuiRientrato dal mio far nulla quotidiano ho acceso il televisore. Davano qualcosa del tipo lui si fa lei ma lei ama l'altro. Robaccia amorosa insomma. Poi spengo, che tanto per quello che m'importa potrei anche usarla come forno quella cosa lì, la tv. Apro il giornale invece, che quello sì mi piace, che non sono poi tutto ignorante come faccio pensare e ci dò una sfogliata, ma non vi sto a dire quale leggo che poi mi si classifica subito e non mi va, sinceramente. Comunque sto lì a guardare un pò che si dice in giro e spunta una che hanno stuprato, un'altra che hanno fatto a pezzettini che tanto valeva, quando l'hanno trovata, seppellirla dov'era invece che star lì a fare il puzzle.
Boia mondo, tutte femmine. E io sono d'accordo eh, sia chiaro, mi pare giusto non picchiarle, ma boia mondo! che mica solo loro vengono abusate, che è pieno di ragazzini che qualche malato tocca; e nessuno si ricorda degli uomini. Pari opportunità un cazzo. Gente pazzesca, di quelli che fanno male ai maschi e ai froci che, comunque, son gente anche quelli. E poi tutte quelle arrapate che si lasciano toccare il culo per uno stipendio, che ti pagano i conti perchè hanno le braghe, così dicono eh. Ecco, solo questo mi veniva da dire che poi torno a giocherellare con le mie riviste, però mi pareva giusto, insomma, che le donne non si toccano nemmeno con un fiore, e siamo d'accordo, ma gli uomini sono mica tutti selvaggi. June 05 Manifesto di GenerAzione Rivista (di A. Trevisan)Azione da 'actione(m)' e da ACTUS, indica il FARE, l'OPERARE.
e per me é il movimento del fare.
Noi uomini, in quanto Agenti, operiamo (sulle cose). L'intento é di generare il fare e il movimento (del fare). "A" rappresenta un duplice inizio. Per questo é maiuscola.
La nostra generAzione necessita di una riscrittura e perciò parte dalla A, dell'actio e del fare. E parte dalla prima lettera dell'alfabeto. (e non è scrittura generazionale o giovanilista)
In ogni progetto 'democratico' non esiste parassitismo. Il parassitismo è una forma di simbiosi in cui il parassita trae un vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell'ospite creandogli un danno. In un progetto democratico nessun partecipante è ospite. Aprire un nuovo capitolo di questo progetto (giunto all'edizione 2.0) parte da una rinascita teorica e pratica, si sviluppa dalla volontà di giovani teorici e pratici di portare avanti la bandiera della propria personale esperienza culturale, una bandiera apolitica, sostenuta dall'asta della letteratura fai-da-te (ma amiamo anche il cinema, il teatro, la musica...). Siamo autori di piccole dimensioni ma con gran voglia di fare, inventare, costruire. Siamo autori ventenni che leggono molto e scrivono (molto). Siamo autori nati tra queste pagine e tra esse sperimentiamo con le nostre parole. Siamo ragazzi alla moda e demodés, moderni e all'antica, frequentatori dei luoghi nevralgici delle nostre città (Milano, Pisa, Venezia, Brescia, Ferrara, Lecce...). Veniamo da tutta Italia (più o meno) e qui urliamo mai saremo stanchi di reggerci sulle nostre gambe; sono la nostra forza se stiamo ancora in piedi. e abbiamo ancora voce per gridare. generAzione è un progetto in espansione, condiviso solo da alcuni di quelli che compaiono nei numeri pubblicati finora.
issuu.com/ladyofacanyon generAzione si dissocia completamente da quanto comunicato sia sul vecchio sito della rivista, www.generazione-rivista.com, sia sulla pagina-profilo facebook della stessa (non più attiva), in quanto entrambe non espressione della collettività che ha creato il progetto. Il gruppo ora attivo scrive su un nuovo sito: ha creato un gruppo e una fan page su facebook con il proprio nome. June 04 Il giardino, PrevertMille anni e poi mille Non possone bastare Per dire La microeternita' Di quando m' hai baciato Di quando t' ho baciata Un mattino nella luce dell' inverno Al Parc Montsouris a Parigi A Parigi Sulla terra Sulla terra che e' un astro June 01 Voglia di giallo.Non c'è nulla da dire;
c'è solo da essere,
c'è solo da vivere.
(Piero Manzoni) |
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