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August 28 La Corona mettitela nel...Ma quello sfigato ameboso demente che è Fabrizio Corona non può schiantarsi da qualche parte?
Due sere fa stavo aspettando che Tucci finisse di lavorare e mi sono messa a leggere quelle puttanate di Eva, Novella, Oggi (che poi magari finiranno per farmi da gavetta dopo l'università...vabbè...) e c'era quel ladro ricattatore cafone con la sua mogliettina tutto culo e labbra che lo facevano! Non scherzo...I PAPARAZZI SI SONO MESSI A FOTOGRAFARE MENTRE QUEI DUE ERANO NUDI IN PISCINA!! Ma io dico...già dare peso a quell'uomo e dargli serate in discoteca e spazi al telegiornale (solo Studio Aperto ovviamente lo fa perchè è una versione televisiva delle puttanate sopracitate) è raccapricciante ma anche vederlo trombare come in un fotoromanzo!!!! E' troppo!!! Ma capite??? Io voglio sapere se Padoa-Schioppa ha finalmente deciso che cazzo fare coi soldi dello Stato e mi spunta quel coglione tutto patinato, con i muscoli fatti in prigione e i tatuaggi da Renegade che parla della possibilità di scrivere un libro - QUANDO HA FINITO LE ELEMENTARI QUELLO Lì??? MA HA MAI PROVATO A LEGGERE ALTRO A PARTE TV SORRISI E CANZONI? MA SA COS'è UN LIBRO? La domanda mi sorge spontanea vista la sua faccia da cerebroleso...E poi incide una canzone rap? Una canzone? Rap? Incide???? Ma chi è questo..Eminem dei deficienti, 50 cent dei cretini, Dr. Dre degli sfigati..chi è? Corona non perdona???? Ma io non perdono la gentaglia che ti ha messo al mondo e che ti fa guadagnare più di me che faccio la cameriera quando capita..Bastardo..Dovresti farteli tu 7 euro all'ora per servire 80 persone..Bastardo di nuovo..Poi il Rolex te lo compri solo dai VuCumprà (che non dovrebbero nemmeno degnarti di una parola e sarebbe per loro l'occasione giusta di sputarti addosso e vendicarsi della vita che vivono...). Lo odio, anzi no, non consumo i miei sentimenti per quell'essere. Io odio, sì, ma non Corona, non la Moric, odio tutto quello che è attorno a loro, odio tutti quelli che s'interessano di queste inutili minkiate invece di occuparsi d'altro nella vita, odio quelli che si comprano la maglietta tamarra con su la corona per fare i fighi a Casa De Sica e poi invece sono dei...dei...mi verrebbero altri piacevoli insulti ma a che serve infamare a vanvera? Se siete intelligenti, spegnete o cambiate canale quando vi propinano queste schifezze.
Meglio sapere che fine farà Ridge..
![]() August 09 Aspettando Godot (parte prima)Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot, dormo tutte le notti aspettando Godot. Ho passato la vita ad aspettare Godot. Nacqui un giorno di marzo o d’aprile non so, mia madre che mi allatta è u ricordo che ho, ma credo che già in quel giorno però invece di poppare io aspettassi Godot. Nei prati verdi della mia infanzia, nei luoghi azzurri di cieli e aquiloni, nei giorni sereni che non rivedrò io stavo già aspettando Godot. L’adolescenza mi strappò di là, e mi portò ad un tavolo grigio dove fra tanti libri però, invece di leggere, aspettavo Godot. Giorni e giorni a quei tavolini, gli amici e le donne vedevo vicini, io mi mangiavo le mani però, non mi muovevo e aspettavo Godot.
"Sempre e per sempre " di De GregoriPioggia e sole cambiano la faccia alle persone, fanno il diavolo a quattro nel cuore passano e tornano e non la smettono mai, sempre e per sempre, tu ricordati, dovunque sei se mi cercherai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai. Ho visto gente andare, perdersi e tornare e perdersi ancora e tendere la mano a mani vuote e con le stesse scarpe camminare per diverse strade o con diverse scarpe su una strada sola. Tu non credere se qualcuno ti dirà che non sono più lo stesso ormai, pioggia e sole abbaiano e mordono ma lasciano il tempo che trovano, il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.
Foto di nonnaMio nonno, in un vecchio biglietto d’auguri, una volta mi scrisse che “il presente è sempre certo e reale, il domani non si sa”. Parole semplici e magari lette dapperttutto, tra graffiti e pagine ingiallite, ma ripensarle mentre ho per le mani la foto da ragazza di mia nonna (come la direbbe Jovanotti) mi dà un certo senso di stasi opprimente. Vorrei essere quel sorriso sulla foto, vorrei essere la bici che sta pedalando, vorrei essere il suo vestito a fiori che gioca col vento, vorrei essere la voce di Dolores mentre intona Zombie, vorrei essere e invece non sono. Ferma. Immobile. Non respiro. Io. Volevo “provare ad andare a fari spenti nella notte per vedere se è così difficile morire…”. Non c’è aria. Soffoco. Accendete la bufera e lasciate che spazzi via anche me, lasciatemi sentire cosa si prova.
I’ve waited a long long time…Sul balcone familiare Mi stendo Assorto Tra i mille pensieri D’un estate alle porte E il vago progetto D’un amore Per ora visto di lontano
(parte della poesia “M’adagio” di J.L, anima gemella in un’altra vita) ![]() August 08 Scuse mille scuseInternet funziona a sprazzi oppure paola, gentilmente, mi offre il suo sostegno internettiano...quindi qualcosa sono riuscita a sistemare e scrivere su questo blog abbandonato a se stesso però mi sa che per un altro mesetto NADA! Peccato, scrivo parecchio in questo periodo e avrei voluto pubblucare qualcosa..non importa.
Quindi, avoi che passate, mille scuse per la noia che divampa (almeno ho scritto 2 post e cambiato lo sfondo, meglio di niente no?) e abbiate fede - nel modem.
Intanto oserei ricordare a tutti i miei amici potteriani che...
IL 21 LUGLIO E' FINITA!!!!!!!!!!!!
non voglio sapere nulla del libro finchè non esce in italiano..sono in spasmodica attesa!!!!
Ma dove vanno i pallonciniQualcuno sa che fine fanno quei coraggiosi palloncini che ad ogni festa, puntuali, tentano la liubertà scivolando via dalle graziose e paffute manine di bambini orgogliosi del loro giocattolo? Io li ammiravo tanto da piccola, chiedevo sempre di averne uno ma li preferivo quando volteggiavano in silenzio nel blu profondo del cielo…che belli! E chissà dove sono tutti quei palloncini…avranno raggiunto la Luna?
Progetto fallitoAfferro per l’ultima volta il libro di algebra, odiata materia, portatrice di raffiche d’ignoranza e voti diffamatori. Credo sia questa la libertà, che profumo esaltante! Quaderni, appunti, post-it, etichette, copertine, pagine gettate in un angolo della camera in attesa che la fine arrivi, fatale, e vi trascini lontano da me. Quell’estate della maturità che tanti temono, pensano, attendono mi scivola rapida accanto, come fosse successo anni fa è già un ricordo sbiadito e sostituito da piccole fugaci immagini di solidale amicizia, paura e incertezza. Tutto qui? Quel caotico tempo dell’adolescenza si conclude così? In programma c’è ancora qaulcosa prima di salutare definitivamente questi anni freschi e stupidi. L’interrail. Nella mia fervida immaginazione era un viaggio verso una nuova identità, attraversando paesi volti parole che mi avrebbero reso una persona diversa e cresciuta, un percorso che in fretta avrebbe donato tutto quello che spiritualmente si può desiderare a diciannove anni. Addormentati sotto trapunte di stelle, anime vaganti tra dune di sabbia conchiglie e falò, suoni, rumori, chitarre, canzoni, correre correre correre attraverso il Louvre per superare il record di Theò, Isabelle e Matthew e scappare per un momento dal passato, dal presente, proiettati verso il futuro e scoprire come esso sia incredibilmente assurdo. Un salto, un gioco d’equilibrio sulla corda che tende alla maturità ma è ancora legata saldamente a quei quindici anni così ingenui e sbagliati. Quando mi addormento, nella sera afosa e soffocante, percepisco tutto quello che quel viaggio potrebbe essere per me e per chi voglia accompagnarmi. Solitudine e risate, sudore, briciole, fogli sparsi nello zaino per segnare momenti che vanno ricordati, gli scatti rubati a qualche graffito sui muri degli Champs Elysèes, alle coppiette nei bar, alla pubblicità che racchiude e unisce popoli molto più efficacemente dei trattati diplomatici… Cambiare, ah che meravigliosa aspettativa per chiunque, cambiare cambiare cambiare! Niente, ai nostri occhi, sarebbe più come prima, nulla avrebbe lo stesso sapore e ci sentirebbero bisbigliare ai lati delle finestre, cammuffare qualche risata per non farsi notare troppo da quegli adulti che ora, davvero, sono uguali a noi. Note di Chopin invadono l’aria. Piano, forte e poi torna la quiete e i pensieri fuggono ancora via ma con una debole nota di malinconia che mi lascia qui, davanti al computer a scrivere le mille avventure che non potrò fare, gli svariati incontri che non avrò modo di vivere appieno, le delicate melodie che non riuscirò a sentire attraverso le tende rigonfie di vento caldo. Quel viaggio gettato nel dimenticatoio era l'evento (e lo sarà sempre) che avrebbe potuto cambiare indelebilmente il mio essere.
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