Cler's profileScazzoLiberoPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 30

    Ho guardato le stelle e le ho viste gialle...

     
    Reign of love I can’t let go To the sea I offer
    This heavy load Locusts will Lift me up
    P1050236
     
    Locusts will Let us stop I wish I’d spoken
    To the reign of love Reign of love By the church, we’re waiting
    Reign of love My knees go praying
     
    P1050267
     
     I’m just a prisoner In a reign of love
     
    P1050270
     
    How I wish I’d spoken up Or we’d be carried
    In the reign of love
    September 25

    Oh amico, come mi sento euforico in quest'aria (kerouac)

     
    Ieri sera, lanciatissima verso una serata a base di scazzo, pettegolezzi e piadine notturne, ho deciso di parcheggiare, cum amiche, al mio liceo. Un palazzone rosso accesso, con lucette violacee e vetrate colorate. A vedersi ricorda un museo di arte contemporanea più che una scuola, ma ormai non m'importa più. Quando ci studiavo io, in quel finto-Pompidou, c'era solo il grigio, il marrone, l'azzurrognolo spento. E ieri, dicevo, stavo seduta in auto, dietro, e ogni tanto guardavo fuori dal finestrino il lampione intermittente, che si spegne ogni dieci secondi e non lo riparano da circa quattro anni, in sottofondo voci amiche. Non ero assorta nei miei pensieri, non del tutto, ma mi balenava in testa l'immagine di me che entro la mattina alle 7.30 dal cancello, l'asfalto mezzo ghiacciato che provoca scivoloni a chi ha le Converse, le bandiere, la scritta "Don Milani"...E dove è finito tutto questo? Non riesco più a vedermi lì dentro (eppure qualcosa ho fatto, le interviste davanti alla porta del bagno o in classe mentre scribacchiavo cazzate invece che concentrarmi sul tema). Un anno fa. Solo un anno fa. In auto, nella citrè di Francesca, ho pensato che un pezzo è volato via. E' rimasto quello che serviva allo scopo, ma il resto è andato. In un parcheggio non avevo più sedicidiciasettediciottodiciannoveanni. In una città, lassù nel Nord Europa, ho preso il cambiamento e l'ho capito. Forse è crescere, forse è arroganza post-adolescenziale, magari leggo troppo e mi viene da pensare che ci sia sotto chissà quale grande filosofia di vita...
    Però è vero che ad un certo punto non ci sei più. E nel giro di mezzo millesimo di secondo ci sei ancora, nuovo, diverso, scrollatina di spalle.
     
    Je su haut! gridai, che avrebbe dovuto significare in francese "sono su, ho bevuto!" ma che invece in francese non significa assolutamente niente.
    (on the road, kerouac)
     
     
    September 24

    Ehi! Quella ragazza è esplosa!

     
    Felice ritorno in Università dove ho fatto il mio giornaliero allenamento gratis vagando semi-smarrita per aule (si sente ancora puzza di esami. Esami che non ho dato) e uffici, maledettissimi buchi per burocrati. Voevo solo la mia dose di libri e consultazioni, pensavo di evitare la folla dei prossimi mesi alle copisterie ma qualcosa è andato storto, forse perchè tutti l'hanno pensata come me. Firme, prestiti, fotocopie...ad un certo punto mi sono gettata su una poltroncina tra l'ufficio di un certo tizio-esperto-di-germanistica (s'incontrano certe persone tristi alle volte...) e una biblioteca mignon che ho scoperto ora, dopo un anno. Ero inequivocabilmente scoppiata, la borsa straripante (perchè le mie borse sono sempre piene di roba e non ho mai un fazzoletto?) sbrodolava fogli, un saggio di miliardi di pagine che ho già deciso di non aprire mai - pena la morte, qualche appunto e la moleskine soffocata tra il maglione e il portafoglio. Vuoto, quest'ultimo, tanto che ho pensato che se me lo scippassero i veri derubati sarebbero i ladri.
    Qual è il senso del vagare a random di noi universitari? La figura di un uomo coi capelli bianchi che studia davanti a me adesso mi trasmette una sensazione angosciante: a che età è entrato, di grazia?
    E poi sono convinta di aver sentito urlare da qualche parte dietro gli scaffali di libri che a casaccio ricoprono la facoltà. L'università di Verona non è solo un labirinto, è un enigma.
    Prendi un ascensore e c'è la straordinaria sorpresa, il rischio vitale di non capire dove sei. "Dlin-Dlin, terzo piano". Sì, ma di quale dimensione?
    September 22

    Buona domenica passata a cazzeggiare

     
    La noia mortale che mi afflige la domenica sembra volatilizzarsi appena subentra l'inizio della settimana. Potrei anche trovarmi su un'isola deserta, da mesi, senza calendario ma saprei, per certo, quando è domenica. Mi monta la noia addosso per cui non può essere altro che il settimo giorno, non quello del riposo, quello della morte cerebrale. Ho trascorso il dannatissimo pomeriggio in casa, spalmata sul divano come se avessi fatto quindici ore di lavoro in fabbrica, furoi una pioggia fine fine che t'impedisce di farti una sana biciclettata e che comunque non potresti fare poichè hai tre amici, dove abiti tu, e tutti e tre darebbero l'anima pur di non usare quella cosa a due ruote lì. Neanche fossi Pantani io...volevo semplicemente sgranchirmi le gambe, insomma. Non mi è restato nient'altro da fare che salire in camera, sequestrare qualche dvd e sfamarmi di cinema. Peccato che dopo due film (uno più lacrimoso dell'altro...incredibile...erano TRISTISSIMI) ho pensato all'auto-omicidio. Volevo farla finita. Pacchetti di cracker sul tavolino ai miei piedi, gelato, biscotti...Alè!Festa! Da ciò ho testato che la domenica rende obesi. C'è già la certezza, appena inizia la giornata, che mangerai come un ossesso e ti romperai le palle. Non è un concetto assoluto perchè, certo, se uno si trovasse da fare invece che lasciarsi trasportare dagli eventi come la sottoscritta...
    Nel menefreghismo generale sono arrivata a guardare Quelli che il calcio, non capendo una mazza di cagliari-juventus, fiorentina contro qualcosa...mah...faceva ridere però, altro non saprei dire. Almeno mi sono risparmiata la vista di Malgioglio, che dopo aver incontrato Leone Di Lernia sabato non avrei retto anche quello.
    September 19

    uauauauauauauau ahahahah

     
    ahahahaha scusate ma quando ho letto questa ho avuto un trauma alla mandibola e ho continuato a raccontarla a destra e a manca senza ricevere alcunchè di soddifascente come risposta. Eppure a me piaceva.
     
    I sette nani sono arrivati al Vaticano ed incontrano il Papa. Brontolo:
    - Senti Papa, c'è una suora più bassa di noi?
    - No.
    - Dai, pensaci un attimo.
    - Ma no, non c'è.
    Ancora Brontolo, un po' arrabbiato:
    - Ma Papa, pensaci ancora. Sei sicuro al 100%?
    - Senti, sono sicurissimo che non c'è una suora più bassa di voi.
    I sei nani dietro:
    - Brontolo si è scopato un pinguino, Brontolo si è scopato un pinguino ...
    September 18

    Meno tre due uno...e se vabbè

     
    A lungo durerà il mio viaggio e lunga è la via da percorrere.
    Uscii sul mio carro ai primi albori del giorno, e proseguii il mio viaggio attraverso i deserti del mondo lasciai la mia traccia
    su molte stelle e pianeti.
    Sono le vie più remote
    che portano più vicino a te stesso;
    è con lo studio più arduo che si ottiene
    la semplicità d'una melodia.
    Il viandante deve bussare
    a molte porte straniere per arrivare alla sua,
    e bisogna viaggiare per tutti i mondi esteriori
    per giungere infine al sacrario più segreto all'interno del cuore.
    I miei occhi vagarono lontano prima che li chiudessi dicendo:
    "Eccoti!". Il grido e la domanda: "Dove?"
    si sciolgono nelle lacrime di mille fiumi e inondano il mondo
    con la certezza: "Io sono!".

    insomma, non venire più a cercarmi, stasera sarò mille miglia lontano da casa.

    o giù di lì....

    September 16

    Ier'sera

     
    C'è stato un momento, ieri sera, sul divanetto dell'unico bar aperto in tutta Asola in cui non ho ben capito che mi sta passando per la testa.
     
    Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
    quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
    li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
    a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
    Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
    per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
    ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
    porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
     
    la città vecchia, De Andrè
     
    E poi di nuovo quel vecchietto che ogni mattina si ferma a leggere gli annunci mortuari e mi viene in mente quella barzelletta dove due anziani ogni mattina vanno a vedere se sono morti lì, sulle bacheche, e quando uno dei due lo è l'altro bisbiglia a se stesso "che scemo. oggi non è venuto a leggere se è morto".
     

     

    September 12

    Mitologia Canaglia

     

    Ci sono molte favolette del nostro tempo che creano notizie infondate volte solo a spaventare e narcotizzare la gente. Miti come l’idea che il neoliberismo sia il miglior modello economico mai avuto o che il terrorismo sia una minaccia grande quanto l’Apocalisse. In realtà, sono inganni, fiction politiche e allarmismi strumentati dai mass media in un gioco che sta perdendo il controllo. Una strategia usata dai Governi per nascondere l’inadeguatezza dello Stato, una politica dell’illusione, una sorta di Matrix in cui non ci resta che ingoiare una pillola e ascoltare la cattiva novella.Alcune di queste vi risulteranno tremendamente familiari.

     Prima di tutto l’esportazione della democrazia come nuova missione dei Paesi Occidentali, una diffusione di libere idee e altre nobili virtù che non sono mai state davvero debellate in Europa, figuriamoci in Afghanistan. In secondo luogo, la convinzione che oggi si stia meglio. Dopo il 1989 si è andata impoverendo la classe media e la crescita economica, si calcola, è entrata nelle tasche dell’1% della popolazione, quella che ha un reddito maggiore. Invece il reddito medio, nell’anno 2008, in Europa, è più basso che negli anni Settanta. Praticamente possiamo comprare meno cose oggi rispetto a trent’anni fa. Risulta quasi ridicolo a pensarci.

    Se volessimo trovare un colpevole a questo calo economico dovremmo renderci prima conto che questo accade quando lo Stato diventa Mercato, un’istituzione che crea le condizioni ideali per produrre guadagno a individui e a corporation (e il popolo?). Questo motus operandi provoca un cambiamento di ruolo che porta lo Stato ad usare una politica illusoria volta a spaventare il cittadino che cercherà protezione e quindi andrà a votare. Un demoralizzante circolo vizioso che però non ha fine con l’aspetto economico (ah, ce ne sarebbero da dire…) ma prosegue in campo socio-politico con enormi bugie a cui non dobbiamo vergognarci di credere, semmai imbarazziamoci se pensiamo ancora che sia tutto vero.

    Tra le menzogne peggiori vanno segnalate la minaccia del terrorismo e quella nucleare, nate dopo l’11 settembre 2001. La paura verso questi due “catastrofici” eventi è infondata, ma reale. Per spiegare il panico che generano i terroristi islamici c’è un esempio lampante: l’attacco alla metro di Londra (7 luglio 2005) in cui morirono circa cinquanta persone. Dopo quattro attacchi terroristi da parte dell’IRA nei pub inglesi nel 1976 ne morirono circa quattrocento. Eppure la gente ha più paura oggi di allora. Perché? Forse è colpa del grande reality show a cui assistiamo ogni giorno? Noi europei un po’ meno, forse, ma gli americani credono davvero che il nemico, un giorno, gli piombi in casa di punto in bianco e l’unica certezza che hanno raggiunto dalla Guerra Fredda, è che avere un’arma in casa “ti salva il culo da Bin Laden”. Sarà pure così ma in ogni catapecchia, villa, capanna o condominio iracheno c’era una pistola. A qualcuno risulta che la guerra sia finita?

    La seconda menzogna è più complessa. Fin dal tira e molla tra l’URSS e gli USA, il possedere o meno un ordigno nucleare significava essere o meno una potenza mondiale. Nel momento in cui la bomba ce l’hanno tutti, questa cessa di essere uno strumento bellico per diventare un mezzo diplomatico. Non prude più così tanto farne uso bensì non usarlo. Paradossalmente la vera protezione di una nazione diventa non attivare mai la bomba contro altri ma giocarci parecchio. Ecco perché l’Iran/ Ahmadinejad si muove in quella direzione, vuole la bomba nucleare per poter negoziare. Accendiamo la TV e sentiamo che vogliono tutti uccidere e massacrare e provocare stragi di sangue ma quanto c’è di vero? Quanta paura è fondata? Ridimensionare l’angoscia, ecco una buona sfida del nostro tempo.

     Articolo ispirato ad una conversazione con Loretta Napoleoni, autrice di “Economia Canaglia”,Il Saggiatore, 2008

    September 11

    Mi taccio

     
    Fiduciosa nel prossimo mi sono di nuovo messa a zonzolare per qualche spaces.
    "E' un periodo così noioso, e poi devo mettermi in testa di diventare pro-ana che so che è orribile ma è fantastico"
    "Anch'io ogni tanto sono pro-ana. Poi dipende da quando ho voglia"
     
    Mi si sono ufficialmente infrante le palle. Non ci posso credere...Gente della mia età che scrive su blog rosa shocking che nella noia estiva generale vogliono essere pro-ana. Che per chi non sa cosa vuol dire lo spiego in due parole: per l'anoressia. Tossicchio forte leggendo qui e là e non trovo neppure un commento, una critica, una presa di posizione qualsiasi. Una tizia scrive che se non vede il moroso fa l'anoressica per passare il tempo E DIECIMILA CONTATTI NON HANNO DI MEGLIO DA DIRE CHE "Anch'io ogni tanto, così, se mi rompo...". Spiegatemi dove ho sbagliato: dovevo nascere stupida e fregarmene di queste orribili scenette o dovevo nascere stupida e partecipare a queste orribili scenette? No, perchè, sapete, l'anoressia e la bulimia sono due elementi triti e ritriti nella vita dell'adolescente medio, forse molti di noi ne sanno davvero troppo su questi argomenti, ma la leggerezza con cui un tot di ragazze/semi.donne commenta la parola pro-ana è devastante per il mio equilibrio psicologico.
    Innanzitutto pro-ana è una parola del cazzo creata da ragazzine e ragazzini che volevano nascondere con questo codice il loro problema (si tratta di una malattia, per chi ANCORA non lo sapesse...) e in più pro e ana sono due parole che non possono stare allacciate, unite insieme, sono opposti impossibili da leggere vicini. E' come avere, tra le pubblicità, una tizia mezza morente che afferma soddisfatta con uno yogurt in mano "Io sono per l'anoressia", peggio di una campagna elettorale.
    "Io sono per l'anoressia", è questo che vuol dire pro-ana. E aggiungere, come ho letto, "so che è una cosa orribile ma la faccio perchè è ottimale" mi provoca conati indipendenti dalla mia recente malattia. So che è una cosa orribile. Allora la soluzione è a portata di mano: sei solo idiota.
    Perchè, vedete, se queste qui fossero persone che l'hanno vissuto davvero non butterebbe frasette scovate sui blog dentro ai loro interventi, così, con sciocca superficialità, come se il peggio nella vita potesse essere un'unghia rotta. Immagino queste persone e vedo qualcuno terrorizzato dai peluche sul letto, dalla morte di un tronista, sconvolto perchè ha perso il suo favorito ad Amici. Non vedo ragazze e ragazzi che hanno uno squilibrio alimentare così forte da farli rifugiare in ogni cosa...
    Volete davvero leggere un blog scritto da persone con questi problemi?
    Ecco. Qua. dentroimieisilenzi.blogspot.com 
    La differenza tra chi soffre e arriva a questo e chi non ha di meglio da fare che cazzeggiare su questi argomenti è sottile...ma esiste.
     
    -può essere che il blog in questione, famoso circa 5 anni fa, non si trovi più. Io sono stata una delle poche che l'ha visto e letto completamente e sarebbe stato uno spunto di riflessione interessante. Male che vada potete leggere di questo sito su altri blog...era davvero...beh...terrificante.
    September 07

    Boicotta Harry Potter

     
    Leggevo su siti di fans e blog vari che gli appassionati di Harry Potter (tra i quali rientro) stanno raccogliendo petizioni, firme e proteste per boicottare la proiezione del Principe Mezzosangue a causa dello slittamento dell'uscita dal 21 novembre di quest'anno al 17 luglio 2009 (.............argh!). Cioè, ripeto, boicottare. Mi chiedo quindi perchè le persone abbiano così tempo a perdere e in modi così stupidi e inutili. Qual è il senso di raccogliere firme per evitare che Harry Potter venga trasmesso a luglio anzichè a novembre? In tutta sincerità trovo che sia l'idiozia del giorno. La Warner Bros ha pensato bene che, con un buon numero di mesi in più, sarebbe stata in grado di preparare tutta la pubblicità necessaria per l'evento oltre a guadagnare più quattrini. Si parla di soldi, in fondo. Harry Potter non è un capolavoro cinematografico, è una macchina mangia soldi che attira i fan della saga, come è giusto. Semplicemente la casa di produzione vuole macinare ancora più dollari, se riesce a immaginarli poichè HP attirerebbe al cinema a gennaio come ad agosto inoltrato. In realtà è solo per superare i record dei milioni di dollari. Allora perchè boicottare un film che, se dovesse davvero uscire a novembre, non ha pronte locandine, trailer (in rete c'è solo il teaser), pubblicità...Niente. Solo i fan sanno che questo film esiste.
    Cari ragazzi, genitori, adolescenti, adulti, insomma, quello che siete, boicottare Harry Potter è come ammanettarsi alle auto dei carabinieri per avere la seconda stagione di Heroes in prima serata, insomma, rendiamoci conto di quanto è stupido tutto questo.
    Se sentite la necessità di raccogliere firme fatelo contro la Nestlè, contro il McDonald's, contro Berlusconi ma Harry Potter...Ci sono sistemi nel mondo che fanno uso dell'illegalità per venderci qualunque cosa e noi ci preoccupiamo di firmare petizioni in modo che Hp 6 si veda nel 2008 invece che nel 2009?
     
    Più sotto di così...
     

    September 06

    Passato passato passato. Ancora qui.

     
    Ero a Parigi, due anni fa circa, e me ne stavo seduta su una seggiolina verde bottiglia, scricchiolante, accanto ad una fontana. Il Louvre poco distante, i compagni di viaggio a cazzeggiare e il sole. C'era qualcosa che io ricordo come tramonto ma non so bene che ore fossero, di sicuro il sole mi abbagliava. C'erano tante voci, ma c'era silenzio, intorno, nella profondità di quel giardino. Lo stesso tacito accordo tra me e lo spazio circostante avvenne al mare, qaundo ero piccola, mentre pedalavo sulla bici bianca sgangherata di mia nonna (a cui ovviamente non arrivavo se non arrampicandomi) tra i recinti dei cavalli, gli oleandri rosa e bianchi, il caldo della Puglia. Vaghi ricordi, sì, libertà. O forse no. Non lo so davvero, e mi viene da ridere a pensare che mi fosse venuta così tanta voglia di scrivere e poi, zero. Veloci mi attraversano momenti che non hanno alcun legame tra loro. Un pomeriggio, con una coetanea, all'ombra dei pini marittimi ad infaggottare la Regata dei miei con belle-di-notte fucsia, arancio, gialle. E i coniglietti nelle gabbie che mia nonna nutriva con strani bocconcini di cui ancora ricordo l'odore, forte, come di erba secca. O i profumi, i campioncini di Chanel in una teca al secondo piano "posso usarli?", secco no di risposta e adesso sono sigillati in uno scatolone marrone in garage, adesso che ho vent'anni ci posso giocare. L'età è una cosa ridicola. Uno crede che crescere  significhi cambiare, lasciarsi andare, scegliere e invece. Invece è tutto un riprendere in mano fascicoli di vita, scarabocchiare un nuovo appunto e proseguire nella lettura per poi, un giorno, tornare indietro e riscrivere ancora un pezzettino. Qualche ricordo svicola dalla realtà e altri nemmeno sono più ricordi, non esistono.
    E non riesco, una volta ancora, ad afferrare il senso di questa...fugacità.
     
    Non so neanche cosa ho scritto, sarà colpa della febbre.
    September 02

    DrinkMoreSexDrugsDrinkMoreVodka

     
    Se fossi Ozzy Osbourne, forse, il dubbio sulla mia prorompente trasgressività non ci sarebbe, ma essendo clara-nessuno-ti-conosce-non-esisti-per-il-mondo forse è il caso di capire perchè, pur non avendo una vita sregolata e accidentata, stile Kerouac ogni dove o Ringo Starr negli anni d'oro, tornare da una semplice festa in maschera (anni Ottanta. Fantastico. Ero così cotonata da far impallidire Madonna, La Tata e mia madre) mi causa sei mesi di incipiente mal di capa. La mutter, altresì detta La Conci, non ha dato a sua figlia, che sarei io, gli occhi o il mento o le rughe ma la cervicale. Ahhh. Grazie mamma. Dunque ogni volta che torno a casa dopo attimi festosi di baldoria (il che succede, circa, 7 giorni su 7. E' che non amo passare le sere d'estate in casa) mi pare di aver subaffittato il mio cranio ai Kiss. Ora. Io adoro i dottori, guardo Grey's Anatomy e Dottor House con passione, sognavo Carter la notte e non mi sconfinferano quelle storie sulla medicina alternativa. Io mi dò all'Aulin. Peccato che questa volta il kaos è davvero insopportabile e dopo tre giorni, dico tre, di meningi fiacche ecco che la genitrice butta sulla scrivania la bustina bianca che qui chiameremo "salvezza".
     
    "Prendila accidenti. Non puoi restare a letto tutto il giorno"
    "Ahh,....ah...ahhhhhhhhh" attimi di dolore pungente che si tramutano in agonia.
    "Non intendo imbottirmi ancora di Aulin. Ho già preso una bustina ieri. Mi viene lo stomaco come un Emmental!".
    "Bah, piantala lì. Toh" e lancia la bustina.
     
    Non può farlo. Che madre sconsiderata. Mi sento Preston in Trainspotting, sdraiata sul letto, immagini ipnagogiche, la bustina laggiù, sulla scrivania. Fisso quella dose di cetomacrogol, saccarosio, maltodestrine, acido citrico e, udite udite, aroma arancio con un misto di amore odio. Intanto se ne sta lì, con quel ghigno di carta plastificata impresso sul davanti. Ma non cedo. O forse sì.
     
    "Ah che usciamo a cena con Jacopo stasera"
     
    La prendo.