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18 settembre

Mantova, 9-13 settembre 2009

 

“Noi cerchiamo la bellezza ovunque”

Bellezza - Marlene Kuntz

 

Che spasso gente, che spasso. Stai in mezzo a libri e scrittori e poesie notturne e birra (molta, la birra) per una settimana e poi, tornato a casa, rifletti sul fatto che forse non tutto è perduto. Straordinario, qualcuno ancora legge. Sicuramente un folle, uno sprovveduto. Quel tizio non ha capito che in quei giorni, anziché fare il volontario al Festivaletteratura, doveva rintanarsi in casa a guardare le tette di Miss Italia. Pazzi, ‘sti giovani. Vagabondeggiano per la città dei Gonzaga, coi suoi ciottoli fastidiosi sotto le scarpe e i ciclisti che spadroneggiano in strada, leggendo De Luca, Zucconi, Godano, Calabresi, Mazzantini, Simone Weil. Ben strani davvero, bestie rare che girano con delle pagine incollate agli occhi, discutendo animatamente col compagno della serata, mescolando luppolo e De Andrè su chitarra.

 

Sono stata al Festival per ben sette giorni, e volevo restare per altri sette anni, minimo. Il frenetico vivere tra i coetanei, con maglie blu indosso e Monicelli, a braccetto di Marcorè, che ti passano accanto, li fermi, ti fanno l’autografo, continuano per la loro strada; l’assoluta normalità di recitare una poesia ad alta voce, alle tre di notte, in Piazza Delle Erbe, di incontrare al bar uno scrittore e farsi offrire l’aperitivo... Un mondo assurdo, davvero, dove la bellezza sta tutta nella perfetta commistione di Cultura e Voglia di cercarla. Partecipando a diversi eventi, sotto un tendone bianco dove l’agitazione per l’arrivo di questo o quell’artista era palpabile, ho intuito la grande forza di un festival che da tredici anni porta soffi di vita su chi ama leggere, scrivere, sapere. Persino il più sfigato autore della più sfigata casa editrice ha spazio (approfittatene giovani letterati veronesi, cogliete la rosa finché è il tempo) e qualche interlocutore ce l’ha sempre.

Tra tutti gli ospiti, penso con piacere a Cristiano Godano, leader dei Marlene Kuntz, al Festival anche in veste di scrittore (“I Vivi”, sei racconti editi da Rizzoli, una lettura calma e brillante), che ha arricchito chi era presente con la sua voglia di darsi all’arte, totalmente e senza freno come solo chi ama spassionatamente può fare. E in poche parole ha coinvolto il suo pubblico invitandolo a cercare la cultura dappertutto, leggendo scrivendo vivendo. Ho annuito anch’io, tra le cento testoline in Piazza Virgiliana, che non è poi una vera piazza, ma un parco, se mai voleste andarci.

A ben vedere, ogni autore ha il suo tipo di pubblico: il visionario ha un seguito di giovani e alternativi con unghie laccate di nero e Converse stracciate, la diva ha casalinghe che sbavano ai suoi piedi e l’accolgono con mucchi di luccichii ingioiellati, il giornalista sfrontato ha ragazzi seri e padri di famiglia quasi sempre antiberlusconiani, la scrittrice esordiente ha pochi fans e molti curiosi che non sanno chi hanno davanti. L’ideale piatto da servire a uno studente di sociologia.

Passa di tutto, insomma. Non c’è da pensare a un festival con intellettualoidi ingobbiti e un po’ marzulliani, c’è invece il fior fior della gioventù italiana e non (segnatevi: volontariato europeo) e conoscete laziali, veneti, lombardi, marchigiani, pugliesi, emiliani…Insomma, Garibaldi si sarebbe leccato le dita vedendo quest’Unità d’Italia sotto l’egemonia del Libro.

 

E così, in una solare giornata settembrina, col ventaccio forte dei “laghi” mantovani, sono diventata volontaria, amica e compagna dei libri. Con nuovi compagni di viaggio, musica stupenda nella testa (“noi sereni e semplici o cupi e acidi / noi puri e candidi o un po’ colpevoli / per voglie che ardono”) e dei racconti indelebili sottobraccio.

 

www.festivaletteratura.it

Commenti (6)

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magari...
22 Set.
Clerha scritto:
magari sempre con le mani immerse nei libri.
grazie dei consigli capo :)
21 Set.
hai riscritto parzialmente questo pezzo, e l'hai reso veramente perfetto.
bello, intenso, emozionante. scorre tranquillo eppure mosso, materializza non solo quel che si descrive ma anche e soprattutto le emozioni connesse a certe situazioni.
bravissima!!!
speriamo di essere volontari ancora; magari, per più di 7 anni addirittura...
20 Set.
Clerha scritto:
come darvi torto...
ho ancora la maglietta gialla sulla sedia, come a dirmi "guarda che ci sei andata davvero"..
19 Set.
Alessandra Trevisanha scritto:
già. terapeutico pure.
19 Set.
vivere il blurandevù e il festival è un'esperienza che dà vita. che ridà speranza. che regala ottimismo.
lo consiglierei a chiunque: è una medicina per l'animo...
19 Set.

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