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Cler °

"Noi cerchiamo la bellezza ovunque
E passiamo spesso il tempo così
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perchè non serve a noi)"

Mio padre si è suicidato perchè i giornali del mattino lo deprimevano (Basta che funzioni, Woody Allen)

21 novembre

Senza tanti giri di parole 2

“Parole parole parole”

(Mina)

 

Quando ero piccola, giocavo spesso con una cara e affascinante amica di nome Barbie che faceva sfigurare tutti i Cicciobello e le Bollicina esistenti sulla Terra. Lei era per me un simbolo di bellezza abbagliante e di successo, l’emblema di quello che tutte le donne dovevano diventare da adulte: gnocche, ricche, con un pony e molteplici ville rosa.

E mentre crescevo mi convincevo che Barbie, con le sue zuccherose curve mozzafiato, non era affatto quella che si definirebbe oggi una Escort, che è poi lo stesso nome della vecchia Ford che i miei genitori hanno distrutto dopo una serata al Lago di Garda. Pensa che roba. Ogni volta che sento quella parola al tiggì penso all’auto mezza accartocciata dal meccanico. Non riesco proprio a credere che dei politici girino con una Ford distrutta, ma vintage gustibus…

In varie occasioni si è potuta fare la conoscenza di questo mondo parallelo dove dietro ad ogni uomo c’era una lei. Fino a Marrazzo. Ed era anche simpatico, all’inizio, notare i gusti di certuni che avevano panzetta e mento tremulo ma si ostinavano a circondarsi di bellissime fanciulle. Ma và, vecchio! Rinuncia all’idea di eterna giovinezza che non ti si confà, e porta i nipotini al parco. Poracce loro che non si trovano mai un George Clooney davanti ma, al massimo, un Leone Di Lernia riesumato a fatica.

 

“Escort è il nuovo nome. Escort è un nome che sembra nobile. Sembra un’attitudine piuttosto che un mestiere, una specializzazione piuttosto che una disperazione”scrive Saviano su L’Espresso della scorsa settimana. Vogliamo dargli torto e dire “no, ma dai, ci sono i bambini che se poi sentono quella parola che brutto che la ripetono”? Eh, poveri pargoli.

MA POVERI NOI! Che tormento sapere chi va a letto con chi.

Barbie sarebbe stata più accorta, modesta e si sarebbe lavata la coscienza facendo l’ambasciatrice Unicef e sfornando biscotti glassati.

17 novembre

Finchè Gelmini non ci separi


Se ti svegli, una mattina, e neppure una deliziosa fetta di torta al cioccolato accompagnata dalla notizia che inizia il weekend ti salva dal peso di un’intera settimana grigia, allora è proprio dura, la vita. Ma cosa può affliggere un ventenne con in mano un’ottima colazione? L’università.

Nuovo ordinamento: il problema non è cambiare, fare pulizia di baroni duchi conti e corsi fantasma o guardare al futuro. No, certo che no, noi giovani lo vogliamo abbracciare con foga questo caro Futuro, ma se si vuole modificare profondamente qualcosa di ben radicato e gerarchizzato, se si desidera migliorare e spingersi verso una nuova era, beh, non si può mica chiudere gli occhi e buttare tutto. Una o due conseguenze ci saranno. Come, ad esempio, studiare Lettere Moderne Curriculum Storico e non avere materie da seguire al terzo anno. Come mai, di grazia? Perché il nuovo ordinamento ha tranciato via storia di questo, storia dell’altro e varie altre storie. Ah.

Questa frenesia di diventare moderni nel giro di un paio d’anni ha portato ad avere studenti sprovvisti, loro malgrado, di corsi di laurea per loro obbligatori, sempre che vogliano laurearsi. A molti, visti i tempi, conveniva iscriversi a Medicina. Se io volessi sostenere un esame di geografia, ad esempio, sarei obbligata a farlo da non frequentante, con libri che nessuno mi ha spiegato e senza la certezza che il professore ci sia. E tutto questo farcito da un buon numero di code per uffici vari al fine di scoprire se mi è dato o meno usufruire di un servizio per cui ho pagato.

Il punto è che per cambiare bisogna prima creare delle situazioni di riparo, di appoggio per chi questo cambiamento non può sostenerlo. Uno studente al terzo anno, prossimo alla tesi, non deve e non è giusto che si trovi senza ciò per cui ha scelto di intraprendere l’università. Eliminare gli sprechi non può voler dire agguantare le tasse scolastiche e poi non fornire professori, assistenti, libri e, soprattutto, lezioni. E’ quasi ridicolo che si debbano fare quattro esami su sette a occhi chiusi. E che per aprire gli appelli online bisogna andare a caccia di insegnanti disposti a interrogarci, come fosse un favore e non un preciso dovere lasciarci studiare e andarcene per la nostra strada.



13 novembre

Dif

 
Difetti. sapete, ne abbiamo, tutti, più o meno.
Io ne ho, più o meno evidenti.
 
E' giusto sentirsi in colpa per dei difetti?
Dei difetti, qualcosa che, sai com'è, hai.
12 novembre

Senza tanti giri di parole

 
“Bla bla bla bla cha cha cha” (Petty Booka)
 

Poiché parlare è uno dei mezzi più potenti che possediamo e colloquiare è un modo efficace e quantomeno istintivo di comunicare, mi soffermo ad analizzare alcune parole che, volenti o nolenti, sentiamo addosso cinque giorni su sette.

Tipo, chessò,  Inno Nazionale: Fratelli d’Italia, dell’elmo di Scipio, eccetera. In questi giorni la cantano in versione femminile / pseudo Anna Tatangelo per una nota pubblicità di collant et similia.

Non è un’idea malvagia canticchiare Mameli mentre si passeggia o si spritzeggia o si guarda la tivvù. Che male c’è, dico, a imparare l’hit anno 1847 (passatella ma sempre frizzante) in modo non consueto? I calciatori hanno dovuto sforzarsi non poco a superare la crisi quando li hanno chiesto di apprendere almeno le parole per il tempo necessario del karaoke in campo, figuratevi gente comune che non ha occasione di sentire il motivetto allegramente patriottico in giro. La Televisione insegna ancora, anni dopo “Non è mai troppo tardi”.

Non ci vedo qualcosa di polemico, anche se il facile mormorio politico è già cominciato (sperando non abbia seguito). La Nazione si sente offesa e oltraggiata? Si dovrà mettere il muto durante la già citata rèclame come per Rocco Siffredi, cosicché la sensibilità pubblica è preservata, o rinnovare l’inno italiano, provvedendo a renderlo orecchiabile e molleggiato?

Un lavoro per X Factor, eventualmente.

 

Il sottosegretario al Lavoro: "Credo sia meglio lasciare l'inno nazionale agli ambiti istituzionali e non usarlo per fini pubblicitari". La Russa: "Pubblicità infame, umilia e offende"

 

Signori miei, calma, calma, è lo show-biz. Se avessero detto, ad esempio, Calzettai d’Italia o magari Compratori Famelici d’Italia, ok. Ma in realtà l’intimo messaggio dell’inno modificato è: Donne, Mameli era un maschilista becero. Perché fratelli? E le sorelle? E le nuore? E le cognate? Eh, sono mica anche loro cittadine? Donne, è arrivato il calzolaio e ha portato la parità dei sessi.

Si offenderà mica l’Inno, soave e imponente, per una sorellina illegittima?

30 ottobre

Le Nuvole

 
Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

 


 

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VAL Eha scritto:
O cosa ridi,guarda che funziona eh,sabato se vuoi te lo spiego tra una canzone e l'altra :P
12 ore fa
claraha scritto:
valeahahahahahah
13 ore fa
VAL Eha scritto:
bene,parliamo del coito interrotto,altresì detto"mossa della retromarcia",NON è un buon metodo contraccettivo
Il ciclo invece si,ti obbliga-in teoria-all'astinenza
E poi c'è un altro ottimo contraccettivo,che non si puo' dire,ma uso sempre io Ahahahahhahha
17 ore fa
Beatriceha scritto:
potremmo parlare di coito interrotto. di come sia noioso abbestia avere il ciclo fisso il sabato mattina.
1 giorno fa
VAL Eha scritto:
Se preferite parliamo della disfunzione erettile,basta dirlo
1 giorno fa
Clerha scritto:
ma come esclusaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
vieni beatrisce vieni
parla di tette con noi

(confermo: vale fissata)
1 giorno fa
Beatriceha scritto:
uhuh siamo in tre a farlo!
U_U
continuate a parlare di tette e mi tagliate fuori. No, ma belle amiche eh!
XD
2 giorni fa
VAL Eha scritto:
Che citazione profonda,Sabrina Salerno addirittura
Tanta roba signori!
-e comunque si,oltre le gambe c'è di più.Tipo le tette-
2 giorni fa
Clerha scritto:
teoro, dopotutto siamo donneeeeee oltre alle gambe c'è di piùùùùùùùùùùùùùùù
2 giorni fa
VAL Eha scritto:
Anche io!
Che belle cose si scoprono eh?
3 giorni fa
Clerha scritto:
ma figurati.
lo faccio ancora quando salgo o scendo di corsa le scale. è un gesto automatico.
3 giorni fa
VAL Eha scritto:
AH!Allora è una cosa che NON faccio SOLO IO!!!
Bene,ora mi sento meno pirla
3 giorni fa
Clerha scritto:
oddio nella corsa a chi lo dici.
mi viene naturale tenermele schiacciate!
patetica ah?
3 giorni fa
VAL Eha scritto:
Le tette di Dio,altro che scandalo di Marrazzo,verrebbe Ratzinger personalmente a Remedello a scomunicarti se sapesse una cosa del genere!
Oddio,però sarebbe figo levarsi le tette che so,tipo per l'ora di educazione fisica che si deve correre con le braccia conserte per evitare che la forza di richiamo ti faccia prendere il volo,prima,e spiaccicare a terra,poi.....potrei pensarci una volta laureata,di fare una modificazione genetica
4 giorni fa
Clerha scritto:
ehm non di dio, di didò
4 giorni fa
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